ENERGIA: DIRITTI A VIVA VOCE – NUOVO SPORTELLO AD AOSTA

” ENERGIA: DIRITTI  A VIVA VOCE”
NUOVO SERVIZIO INFORMATIVO E  DI ASSISTENZA  DIRETTA SU GAS E ENERGIA ELETTRICA  PER TUTTI  GLI UTENTI CONSUMATORI  VALDOSTANI

Gli sportelli informativi operativi sono 45,  e coprono 16 Regioni e sono gestiti direttamente dalle Associazioni dei consumatori.

Gli operatori degli sportelli, oltre a fornire risposte e soluzioni ai cittadini- clienti finali dei servizi elettrico e gas,  sono in grado di:
– Orientare i consumatori tra le diverse offerte commerciali (anche attraverso l’ausilio del sistema “trova offerte” dell’AEEG);
– Informare ed educare il consumatore sul modo di sfruttare al meglio le opportunità della tariffa bioraria;
– Fornire assistenza per l’ottenimento del bonus sociale gas/energia o il mantenimento dello stesso;
– Supportare il cliente che dovesse trovarsi di fronte ad un problema con il proprio gestore;
– Informare i cittadini consumatori su come controllare i propri consumi quotidiani e promuovere un consumo consapevole.

L’esigenza di promuovere questo progetto è nata dalla situazione che si è creata in seguito alla liberalizzazione del settore energetico: l’ingresso di nuovi operatori e quindi di un mercato più ‘movimentato’ e favorevole al consumatore in molti casi ha sviluppato alcune criticità, come comportamenti commerciali scorretti, situazioni di doppie fatturazioni o semplicemente difficoltà nel passaggio da un venditore all’altro. Di conseguenza, c’è stata una flessione del livello di soddisfazione del cliente, motivo per cui, insieme ad una maggiore semplificazione e trasparenza, ha preso vita il progetto “Energia: diritti a Viva Voce”.

Allo sportello di assistenza viene affiancato un servizio di call center con un numero verde gratuito 800 82 12 12 per chiamate da rete fissa, con l’obiettivo di fornire risposte e informazioni ai clienti del servizio elettrico e gas.

Il call center è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.
Aosta  12 settembre 2011

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BENZINA: PER MANCATA DIMINUZIONE PREZZI CHIESTI CONTROLLI SUI DEPOSITI E GROSSISTI

BENZINA: CODACONS CHIEDE ALLE PROCURE DELLA REPUBBLICA IL SEQUESTRO DEI DEPOSITI DEI GROSSISTI  PER AGGIOTAGGIO

IL CODACONS CHIEDE LA GALERA PER GLI SPECULATORI – A FERRAGOSTO STANGATA DA 100 MILIONI DI EURO

Il Codacons, per il mancato calo dei prezzi dei carburanti, chiede il sequestro dei depositi dei grossisti e delle pompe di benzina, ipotizzando il reato di aggiotaggio.
Nonostante oggi i prezzi del petrolio siano rimbalzati nel mercato di New York, facendo risalire il prezzo del barile sopra la soglia di 80 dollari, il calo verificatosi in quest’ultimo periodo dovrebbe produrre una immediata riduzione dei prezzi alla pompa di almeno 10 centesimi di euro.

I  petrolieri  ne approfittano tenendo artificiosamente i prezzi alti, nonostante il prezzo del barile sia crollato per sfruttare il massiccio esodo di ferragosto e speculare sulla pelle degli italiani.”
Il mancato calo di 10 centesimi di euro consentirà alle compagnie petrolifere, nel solo week-end di Ferragosto, di dare una stangata aggiuntiva agli italiani in vacanza pari a 100 milioni di euro.

TANGO BOND ARGENTINI: L’AZIONE LEGALE SCADE IL 31 DICEMBRE 2011


TANGO BOND: PER RIAVERE I SOLDI BISOGNA AGIRE ENTRO DICEMBRE2011 CONTRO LE BANCHE

ITALIANI PORTATI IN ARGENTINA PER FARE CAUSA ALLO STATO RISCHIANO DI PERDERE I LORO SOLDI-CHI MUOVE GLI INTERESSI DELLA TASK FORCE GUIDATA DA NICOLA STOKE?


Un articolo su un’importante quotidiano italiano, La Repubblica, pubblicato IL 12 Agosto 2011, evidenzia come si rischia di far perdere a gran parte degli italiani che ancora posseggono nei tango bond tutti i loro risparmi.

Il Codacons lancia un grido di allarme sulle scadenze della prescrizione che ci sarà a dicembre 2011. Sono oltre 70.000 i risparmiatori vengono illusi dalla task-force di Nicola Stoke di poter recuperare i loro soldi facendo una causa complicatissima e pressoché impossibile contro lo stato argentino, anziché seguire la facilissima strada dei rimborsi da chiedere alle banche che vendettero loro i famigerati titoli.

In questa azione si intravedono gli interessi delle banche che vorrebbero scoraggiare i risparmiatori a fare causa contro di loro.

Infatti tutte le cause contro le banche sono state vinte, il sistema bancario è terrorizzato dalla possibilità che, prima della scadenza fissata nel dicembre 2011 (dopodiché ogni diritto sarà prescritto), siano intraprese una valanga di azioni risarcitorie.

“Tutte le sentenze di tribunali italiani fatte contro le banche – dichiara il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – sono state vinte e le banche sono state condannate a restituire l’intera somma, questa è la strada pressoché certa per riavere i risparmi truffati. Il Codacons ha costituito una task-force di esperti legali che esamineranno gratuitamente la documentazione sui risparmi investiti per consigliare la fattibilità della causa in tribunale.”

Per la modalità di invio della documentazione si può scaricare un E-book gratuito sul sito www.codacons.it sui crack finanziari, quali i bond argentini,Cirio,Parmalat e Lheman.

CODACONS VDA: SUL CANONE RAI “SPECIALE” OCCORRONO PIU CONTROLLI – I COMMENTI DEL PRESIDENTE MAROVINO

Ecco i  commenti del Presidente del Codacons Vda Giampiero Marovino:

  1. L’indagine è partita a livello nazionale a seguito di segnalazioni  di consumatori-utenti in merito a reiterate solleciti di pagamento del canone RAI già corrisposto.
  2. La percentuale indicata dal Codacons nazionale corrisponde  a quella indicata da Lorenza Lei, direttore generale della RAI.
  3. Per quanto riguarda la Valle d’Aosta,  riteniamo sia una delle regioni più virtuose, dove l’evasione,  in base ai dati raccolti dall’Associazione Contribuenti Italiani esattamente un anno fa,  risultava essere del 12%.  (Indagine effettuata da KRLS- Network of Business)
  4. Nessuna criminalizzazione delle categorie imprenditoriali, però non possiamo nasconderci dietro a un dito quando veniamo investiti da problemi che toccano i consumatori, in particolare  i soggetti più deboli.
  5. Al Presidente Adava ricordiamo le nostre battaglie contro il canone RAI e gli attuali metodi di riscossione, ma dal momento che l’abbonamento alle radioaudizioni e il relativo pagamento è previsto da una legge (Regio Decreto – legge 21/02/38 N 246), questa, fino a quando è in vigore va rispettata.  (Abbonamento. Speciale art. 27 del R.D.L 246/38).
  6. Nessuno quindi, se in regola con i pagamenti, si deve sentire incriminato o danneggiato tanto meno offeso quando vengono fatte azioni previste dalle leggi vigenti.

Ecco la notizia lanciata dagli organi di informazione nazionale e dall’Ansa Regione Valle d’Aosta.

Secondo dati Rai, diffusi dal Codacons, un alto numero di  esercizi pubblici non pagherebbe il canone Rai. E questo tipo di evasione sarebbe alta in alcune regioni tra cui Lazio Campania e Toscana.

Per questo il Codacons ha inviato oggi un esposto alle Procure della Repubblica competenti  e alla Procura regionale della Corte dei Conti.

Da una parte una miriade di lettere ai privati cittadini con cui l’Agenzia delle Entrate richiede periodicamente il pagamento del canone Rai. Dall’altra una miriade altrettanto estesa di esercizi commerciali, strutture ricettive, circoli, associazioni private e persino istituti religiosi, che  non paga il canone cosiddetto “speciale”, determinando un mancato introito per le casse della tv di Stato pari a 230 milioni di euro all’anno a livello nazionale. Un paradosso sul quale il Codacons vuole vederci chiaro.

L’associazione ha avviato infatti una inchiesta verificando l’esistenza di un universo di evasori nel settore delle strutture pubbliche. Un alto numero di alberghi, residence, campeggi e strutture turistiche e ricettive in generale, secondo l’associazione, non paga il “canone speciale”, che a seconda delle categorie varia da 6.603,22 euro a 198,11 euro. Tra chi non versa la tassa rientrano però anche bar, ristoranti, negozi, ospedali, case di cura, uffici, navi di lusso, circoli, associazioni, sedi di partiti politici, studi professionali, mense aziendali, scuole e persino istituti religiosi.

Trattandosi di strutture pubbliche, l’accertamento ad opera dei servizi ispettivi della rai , della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate potrebbe essere eseguiti con facilità recandosi direttamente in loco.

Si preferisce, invece,  assillare i singoli cittadini che magari la tv non la vedono, lasciando impunite tutte le altre categorie pur soggette al pagamento del canone.

Per tale motivo è stato  presentato un esposto alle Procure regionali e alla Corte dei Conti per accertare se nell’omissione di percezione dei canoni speciali sia ravvisabile il reato di omissione e abuso di atti di ufficio e per verificare le responsabilità per danno all’Erario dei 230 milioni di euro annui di mancato incasso per la Rai”.

PIROGASSIFICATORE: LA PETIZIONE PIÙ FIRMATA DELLA STORIA

11007 è il numero totale delle firme raccolte nella petizione più firmata della storia della Valle d’Aosta.

Tale petizione è stata promossa dal Comitato Valle Virtuosa anche con l’apporto del Codacons Vda ha come scopo di stoppare il progetto di costruzione del pirogassificatore con una conseguente più attenta analisi delle varie alternative, specie con l’ausilio di esperti. Il passo successivo è il coinvolgimento di allevatori, albergatori, coltivatori e viticoltori, al fine di espandere la sensibilità sull’argomento.

Questo risultato sottolinea quanto l’argomento sia sentito dalla popolazione valdostana.