Associarsi: Su quali argomenti posso chiedere consigli?

I campi in cui opera il Codacons sono molteplici:

  • Assicurazioni, credito, prevenzione dell’usura;
  • Mercato mobiliare, controversie tra condomini o tra prorietari ed inquilini;
  • Servizio farmaceutico e tutela della salute della persona;
  • Trasporti, viaggio e turismo;
  • Telecomunicazioni e televisioni
  • Urbanistica edilizia
  • Tutela e salvaguardia dell’ambiente;
  • Acquisti;
  • …e altri ancora come la privacy, la scuola, la famiglia, il fumo, l’immigrazione e consulenze.
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RIFLESSIONE SUL NUOVO CONSUMERISMO

AOSTA 27 FEBBRAIO 2010

IL NUOVO SOVRANO DEL MERCATO: IL CONSUMATORE .

Giampiero Marovino

Gianpaolo Fabris professore ordinario di Sociologia dei Consumi all’Università San Raffaele, considerato uno dei maggiori esperti nello studio del consumatore e della comunicazione d’impresa in un articolo, redatto per il “Sole 24 ore” analizza l’attuale rapporto che le Aziende hanno con il Consumatore e l’attenzione che le Stesse continuano a dare al marketing orientato alle vendite, anziché cogliere anzitempo il cambiamento in atto di un consumatore maturo e non più condizionabile.

Non posso che condividere l’analisi fatta da Gianpaolo Fabris non solo per la mia funzione svolta in associazione dei consumatori –sicuramente un osservatorio privilegiato– ma anche per le esperienze di lavoro sul marketing aziendale e sulle analisi dei bisogni dei consumatori .

Per meglio afferrare il concetto di “consumatore sovrano del mercato” è bene fare qualche passo indietro nel tempo dalle fasi storiche del marketing, si parte con: orientamento al prodotto, in quanto dalla fine dell’ottocento all’inizio del novecento era fondamentale produrre in quanto i bisogni dei consumatori erano così estesi che tutto ciò che le aziende producevano veniva consumato e utilizzato.

La terza fase detta dell’orientamento al marketing sta ancora caratterizzando le strategie della maggioranza delle aziende: sollecitare la domanda mediante la ricerca dei bisogni come il marketing –mix insegna, classica la frase “ il marketing non crea il bisogno ma lo soddisfa”.

Fino ad ora il consumatore è stato visto come soggetto passivo che poteva essere conquistato attraverso strategie di marketing ben concepite senza pensare al consumatore quale reale interlocutore dell’impresa.

Dal nostro “privilegiato” osservatorio le associazioni dei consumatori hanno da tempo capito che lo sviluppo del consumerismo porta obbligatoriamente le imprese a pensare di attuare la quarta fare: orientamento al consumatore. Un consumatore con sempre maggior potere contrattuale e che intende avvalersene utilizzando la normativa che regola il mercato.

Orientarsi al consumatore significa capacità di soddisfare i bisogni rispettando le regole ma soprattutto capire che il consumatore è il nuovo protagonista del mercato.

Diventato adulto e maturo il consumatore impone alle aziende un adeguamento. Le nuove esigenze impongono al prodotto una sempre crescente quota di servizi di personalizzazione e di qualità. La consapevolezza che la fedeltà alla marca stia diventando un rilevante fattore strategico è evidente per tutti; deve però entrare concettualmente a sistema, le difficoltà per attuarlo sono ancora molte ma non così grandi da farci temere un ripensamento .

Una mano al consumatore la porta internet: la porta aperta sul mondo; che permette in tempo reale il confronto sul prezzo del prodotto e sulle caratteristiche, una informativa che nel contesto giornaliero dell’acquisto si fa.

Teorizzare il marketing relazionale non è una utopia, ritengo che sia già in atto attraverso il Direct Marketing in particolare per la vendita dei servizi. Il prossimo futuro vede il consumatore monitorato in tutte le fasi della vita quotidiana da tutte quelle imprese che già da tempo hanno intuito che la transazione in atto passa da un sistema unidirezionale a quello bidirezionale che sarà il consumatore a determinare le fortune o le sfortune di molte imprese.

2° Class Action: Egotest flu, nuova bufala

Aosta 22 gennaio 2010

Il Codacons istituisce una nuova Class Action per far restituire i soldi a chi a acquistato l’Egotest flu

La bufala sul test fai da te per rilevare la presenza dell’influenza A e B, insieme alla Suina e Aviaria.

Grazie al nuovo articolo 140 bis del Codice di Consumo, il Codacons ha una nuova arma per combattere le iniquità, un altro mezzo per poter avvertire i cittadini sui pericoli e sulle ingiustizie tramate alle loro spalle.

All’inizio di gennaio, il Codacons, è già alla sua seconda Class Action (ricordiamo che la prima è stata contro le commissioni bancarie nei confronti di Unicredit e Intesa Sanpaolo) denunciando la strumentalizzazione della così detta influenza suina a fini speculativi. È stata così citata in giudizio, avanti il tribunale di Milano, la Voden Medical Intrument Spa, ideatrice e distributrice del test “Ego Test Flu”, che permetteva la rilevazione, fai da te, della presenza dell’influenza A e B, compresa quella suina e a viaria.

Il Vice Ministro del Welfare, Fazio, ha però dichiarato che “i test a casa non servono a nulla” e che “l’unica diagnosi affidabile è quella del medico”, in contrasto quindi con l’affermazione della società distributrice la quale sostiene che il test sarebbe “pratico, semplice e sicuro” e che vanterebbe una sensibilità del 99,1%”. I tecnici del Ministero hanno ribattuto esprimendo la loro tesi della scarsa sensibilità di questo test nei confronti degli esami di tipo molecolare. Il rischio sarebbe quello di incorrere in falsi negativi.

Persino molte farmacie hanno rifiutato di commercializzare il test in quanto non volevano vendere ai clienti dei prodotti che reputavano illusori.

Chi ha acquistato il test, dunque, può scrivere all’email info@codacons.vda.it per una preadesione, in attesa che il Tribunale di Milano si pronunci.

Per ulteriori informazioni la preghiamo di chiamare la sede regionale allo 0165 238126.

Fax: 0165 264652 ;  E-mail: info@codacons.vda.it

1° Class Action contro le banche: il massimo scoperto

Aosta 21 gennaio 2010

Class Action contro le banche Unicredit e Intesa Sanpaolo: 6,25 miliardi da restituire agli utenti

Il Codacons chiama in giudizio le banche per le commissioni anomale denunciate all’Antitrust e chiede un maxi risarcimento per i correntisti raggirati.

Il Codacons ha notificato due citazioni in Tribunale contro due colossi bancari: Unicredit e Intesa Sanpaolo.

Se i giudici dovessero accogliere le istanze dell’associazione, tutti i correntisti di queste banche potranno aderire alla class action chiedendo di essere risarciti per le maggiori spese sostenute e senza necessità di rivolgersi al Giudice.

Tutti coloro che dispongono di un conto corrente bancario presso questi istituti, possono fornire una preadesione all’azione collettiva.

Apre così, con una class action, il mese di gennaio il Codacons.

L’Antitrust ha rilevato, per chi va momentaneamente in rosso sul conto, che gli scoperti transitori di conto corrente risultano aumentati fino a 15 volte rispetto alla vecchia commissione di massimo scoperto. “Le nuove condizioni economiche – si legge nella nota del Garante – si presentano in cinque casi peggiorative, in una misura che varia da circa il doppio sino a quindici volte. In un sesto caso, le condizioni sono risultate equivalenti a quelle vigenti con il precedente regime normativo, mentre solo in un caso sono più vantaggiose”. Comportamento illegittimo che produce un danno economico ingente per i consumatori.

In altre parole, nonostante la commissione di massimo scoperto sia stata eliminata, nuove commissioni bancarie che hanno sostituito la cms si stanno rilevando più costose per i clienti

Secondo l’indagine Antitrust, si tratta di aliquote sempre più “pesanti” rispetto alla commissione di massimo scoperto, quando gli utilizzi delle somme avvenivano entro il fido e più vantaggiose solo se si “sconfinava” rispetto alla somma affidata. Così il massimo scoperto, definito dal presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, una “prassi iniqua e penalizzante”, risulta ora sostituita da commissioni di istruttoria urgente che risultano addirittura nettamente peggiori rispetto alle strutture di prezzo previste precedentemente.

Per coloro che vogliono preaderire all’azione collettiva, dovranno compilare l’apposito modulo che riceveranno inviando una mail a commissionibancarie@codacons.it e devono conservare gli estratti conto della loro banca come prova del danno subito.

Per ulteriori informazioni la preghiamo di chiamare la sede regionale allo 0165 238126.

Fax: 0165 264652 ;  E-mail: info@codacons.vda.it

Canone Rai

Aosta 14 gennaio 2010

Canone Rai: gli ultra 75enni possono richiedere l’esonero della tassa

Il Codacons informa gli ultra 75enni i requisiti necessari per non pagare il canone

Secondo l’Art. 1 del R.D.L. del 21/02/1938, il canone dev’essere corrisposto da chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo.

Con l’Art. 1, comma 132 della legge finanziaria 2008 si vengono a modificare alcuni parametri.

A decorrere dall’anno 2008, quindi, i soggetti di età pari o superiore a 75 anni, con un reddito proprio e del coniuge non superiore complessivamente a euro 516,46 per tredici mensilità, senza conviventi, è abolito il pagamento del canone Rai esclusivamente per l’apparecchio televisivo ubicato nel luogo di residenza.

La durata dell’esenzione ha validità annuale, dovrà quindi essere richiesta l’esenzione ogni anno.

Per poter inviare la domanda di esenzione e sapere quale documentazione inviare, si dovrà consultare Televideo o il sito www.abbonamenti.rai.it dove verrano pubblicate le istruzioni.

Per ulteriori informazioni la preghiamo di chiamare la sede regionale allo 0165 238126.

Fax: 0165 264652 ;  E-mail: info@codacons.vda.it