ISTAT: REDDITI FAMIGLIE CALO 2,8% IN 2009, PEGGIO DA ’90

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2009 il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è diminuito del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2008, mentre la spesa si è contratta dell’1,9%. Inoltre il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% su base annua.
Per il Codacons si tratta di dati che confermano per l’ennesima volta che il Governo non ha saputo e voluto difendere il potere d’acquisto delle famiglie ed il reddito disponibile e la capacità di spesa degli italiani. Le conseguenze di questa politica sconsiderata sono consumi finali in tracollo, Pil pari a quello dell’Italia sotto i bombardamenti, cassaintegrati da record, disavanzo primario pari a quello degli anni di Tangentopoli.
In questo modo l’Italia ha aggravato ulteriormente i fondamentali della sua economia già messi a dura prova dalla crisi internazionale e, se non ci sarà una immediata inversione di tendenza, perderà il treno della ripresa, retrocedendo rispetto alla posizione internazionale che occupava prima dello scoppio della recessione mondiale.
Per questo il Codacons rilancia le sue inascoltate 20 proposte. Eccone 10:

  1. social card doppia da 80 euro al mese e per 4,6 milioni di famiglie
  2. incentivi pari al 30% del costo dell’elettrodomestico, senza tetti, per tutti i tipi di elettrodomestici ed indipendentemente dalla classe energetica
  3. riduzione Iva dei prodotti alimentari e del gas
  4. possibilità di sospendere il pagamento del mutuo per tutti e per 18 mesi
  5. eliminazione degli “extra-costi’ dalle bollette elettriche
  6. doppio prezzo (ingrosso e dettaglio)
  7. vendite sottocosto libere
  8. orari liberi dei negozi
  9. definizione del “prezzo anomalo’
  10. rafforzamento sanzioni Antitrust.
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Con i distributori di benzina indipendenti si risparmia fino a 100 euro all’anno

Ecco l’elenco dei distributori indipendenti, CLICCA QUI!

Grazie ad una sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto un ricorso presentato dal Codacons, da oggi è possibile trovare sul sito internet l’elenco completo dei distributori indipendenti di carburanti esistenti in Italia, suddivisi per regione.
“Si tratta di pompe di benzina che non appartengono alle compagnie petrolifere tradizionali, e non presentano quindi i marchi che siamo abituati a vedere lungo le strade o in autostrada – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – Grazie a tale ‘indipendenza’ i distributori in questione possono praticare listini più convenienti rispetto alle pompe tradizionali, e i carburanti vengono venduti fino a 8 centesimi di euro al litro in meno. Ciò si traduce in un risparmio fino a 100 euro l’anno sul pieno per ogni automobilista, ipotizzando due pieni al mese. Risparmio che, ovviamente, risulta ancora maggiore al crescere del numero dei rifornimenti annuali. Per tale motivo invitiamo i cittadini, laddove possibile, a fare rifornimento unicamente presso i distributori indipendenti, almeno fino a che il prezzo della benzina non tornerà a livelli accettabili.”

“Le Regioni e lo stesso Ministero dello sviluppo economico continuano a tenere ‘nascosto’ l’elenco delle pompe bianche presenti sul territorio – attacca il Codacons – ma così facendo favoriscono le compagnie petrolifere, che continuano ad arricchirsi grazie ai rincari, e lo stesso Stato, che incrementa le proprie casse ad ogni aumentare dei listini.”
Nell’accogliere il ricorso del Codacons, il CdS ha affermato:“In relazione ai distributori di carburanti, pur essendo vero che nè il Ministero nè le Regioni esercitano funzioni amministrative in relazione al prezzo di vendita dei carburanti, va rilevato che, in sede di razionalizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti, l’art. 3, comma 9 del D. Lgs. n. 32/1998, richiamato dall’appellante, ha previsto che “le regioni … effettuano annualmente un monitoraggio per verificare … l’evoluzione del processo di ristrutturazione della rete i cui risultati sono trasmessi al Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato’ al fine dell’esercizio di alcune competenze, restate affidate allo stesso Ministero. I documenti relativi a tale attività non sono, quindi, occasionalmente detenuti dalle amministrazioni, ma sono in loro possesso in ragione di specifiche esigenze connesse a tale attività di monitoraggio. […]
Nel caso di specie… deve essere consentito al Codacons, quale associazione di consumatore avente interesse a conoscere gli esiti dell’attività di monitoraggio inerenti l’elenco dei distributori di carburante, di accedere agli atti in cui tale monitoraggio concerne l’indicazione dei distributori di carburante operanti sul territorio. La richiesta di accesso deve, pertanto, essere accolta sia nei confronti delle Regioni intimate, sia nei confronti del Ministero, che, ricevendo dalle Regioni gli esiti di tale attività, anche detiene i documenti richiesti.”

Saper leggere le etichette del latte

Il latte in cartone, quando non è venduto dopo un determinato termine di

tempo, è rispedito in fabbrica per essere pasteurizzato un’altra volta.

Questo processo può ripetersi fino a 5 volte, cosa che conferisce al latte

un sapore diverso da quello iniziale, aumentando la possibilità di cagliare

e riduce significativamente la sua qualità, nonché anche il valore nutritivo

diminuisce.

Quando il latte ritorna sul mercato, il piccolo numero che vedete dentro il

cerchietto nella foto  viene modificato.

Questo numero varia da 1 a 5.

Sarebbe conveniente comprare il latte quando il numero non supera il 3.

Numeri superiori comportano una diminuzione nella qualità del latte.

Questo piccolo numero si trova nella parte inferiore del cartone; se compri

una scatola chiusa, è sufficiente controllare uno dei cartoni, tutti gli

altri avranno lo stesso numero.

Ad esempio: se un cartone ha il numero 1, vuol dire che è appena uscito

dalla fabbrica; ma se ha il numero 4, significa che è già stato

pasteurizzato fino a 4 volte ed è stato rimesso sul mercato per essere

venduto.


I rincari di Ryanair

Nuovi rincari per i viaggiatori che scelgono la compagnia low cost. Alle prenotazioni dopo il 7 aprile verranno applicati dai 15 ai 20 euro in più sui bagagli in stiva. L’associazione si difende dichiarando di voler incentivare i viaggi “leggeri”, ma i consumatori dovranno capire è possibile seguire questa nuova tendenza. Il bagaglio a mano per ora rimane gratuito e si può portare fino a 10 kg.

I rincari di Ryanair

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