Il pirogassificatore è un moderno inceneritore. Note a margine della decisione assunta dalla Regione Valle d’Aosta.

Il Consiglio Regionale del 24 marzo 2010 ha approvato a pieni voti, con la sola astensione del partito Alpe, il progetto di chiusura del ciclo dei rifiuti con un impianto di pirogassificazione, impianto che un recente studio del Politecnico, commissionato dalla provincia di Torino, ha paragonato senza mezzi termini a un inceneritore.

Nel corso del dibattito sono state fatte affermazioni dubbie e omissioni importanti:

1. Il molto sbandierato confronto pubblico, doveroso in democrazia, non ha mai preso in considerazione le soluzioni elaborate dalle associazioni, che l’assessore Zublena ha definito, intervenendo in Consiglio: “fantasiose”. Mai la nostra soluzione è stata messa a confronto in pubblico con quelle della Giunta e quando l’abbiamo presentata invitando la Regione al confronto non si è presentato nessuno a contestare i nostri dati.
2. Nemmeno è stato accettata l’ipotesi, sostenuta pubblicamente dallo stesso consulente della Giunta prof. Genon, di fare uno studio comparativo delle due ipotesi.
3. A differenza della pirogassifiucazione (un solo impianto attivo a livello industriale in Italia) la soluzione da noi delineata, il trattattamento meccanico biologico, è ben collaudata e potrebbe portare i rifiuti da smaltire in discarica (nel 2012 con una raccolta differenziata a norma di legge: 65%,) dalle attuali 45.000 tonnellate annue a circa 6.300 (lo spazio residuo in discarica è di circa 380.000 ton).
4. Il nostro scenario prevede di portare un residuo della frazione secca dei rifiuti, il CDR-Q, fuori regione (3 treni al mese) per utilizzarlo nei cementifici al posto di altri combustibili più inquinanti, con un beneficio complessivo nelle emissioni ambientali. Il contrario quindi della sindrome Nymby.

5. Riducendo la produzione di rifiuti del 20%, aumentando del 15% la raccolta differenziata (portandola all’80%) si può ragionevolmente ritenere di poter introdurre dopo 10 anni trattamenti innovativi ma sperimentati e chiudere il ciclo in Valle d’Aosta. Il comune di Ponte delle Alpi (8500 abitanti) è passato in un anno dal 25% all’80% di RD e, nello stesso periodo di tempo, ha ridotto i rifiuti del 40%. Per noi farlo in 10 anni è così “fantasioso”?

6. Piuttosto fantasiosa invece l’idea che la raccolta pubblica dell’umido non trovi utilizzi. Se l’assessore Zublena avesse accettato il confronto sulla nostra ipotesi avrebbe sentito con le sue orecchie le dichiarazioni dell’ing.Fracaro, direttore del centro di compostaggio di Asti, dove l’umido viene invece smerciato tutto, in quanto il suo acquisto viene incentivato economicamente.
7. Su questo tema si sono sottolineati i costi di una raccolta nelle vallate laterali, dove peraltro noi non l’avevamo proposta, immaginando invece per chi non pratica già in proprio il compostaggio domestico, quello collettivo come avviene per es in Svezia (i macchinari Joraform, jk 5100 servono circa 100 nuclei familiari).
8. Ci si preoccupa dei costi solo quando fa comodo. Ora stiamo andando a spendere 60 milioni di euro rispetto ai 20 del TMB.
9. La delibera lascia aperto un portone all’ipotesi di bruciare dentro questo nuovo tipo di inceneritore la discarica di Brissogne.

Un’occasione perduta, dopo tanti anni e soldi sprecati in fantasie su forni a griglia. Speriamo di di non doverci ritrovare in un futuro non troppo lontano davanti ad un altro “trenino di Cogne”.

Comitato Rifiuti Zero VdA, Legambiente VdA, Amici del Viale della Pace, Codacons Vda, Diritto al futuro.

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Ora è possibile pignorare anche il contro corrente

In calce al frontespizio della nuova cartella dono precisati i nuovi poteri degli agenti della riscossione in caso di mancato pagamento nel termine di legge. L’agente può ora disporre l’esecuzione forzata dei crediti vantati dal debitore nei confronti dei terzi, quali lo stipendio, le parcelle e le somme dispopnibili sui conti correnti. Questo nuovo pignoramento è previto nell’articolo 72 bis del Dpr 602/73.

Facendo un esempio pratico, se il soggetto debitore è un lavoratore dipendente, l’agente della risossione può avanzare al datore di lavoro la richiesta di versare sino ad un quinto dello stipendio per estinguere il debito del dipendente. Questa procedura viene effettuata senza l’intervento del giudice e a volte all’insaputa dello stesso debitore.

L’agente della riscossione può procedere al pignoramento di qualunque credito, con l’eccezzione delle pensioni. Questo significa che anche le disponibilità bancarie possono essere aggredite, come ricorda la nuova modulistica della cartella.

Si ricorda che le società di Equitalia possono accedere all’anagrafe dei conti finanziari, che segnala i rapporti intrattenuti dal contribuente con tutti gli istituti finanziari stabiliti in Italia. Una volta individuata la banca con la quale il debitore ha rapporti, l’agente può notificare alla stessa una richiesta di dichiarazione stragiudiziale nella quale siano dettagliati le somme e i valori detenuti dall’istituto per conto del debitore stesso.

Nel caso il terzo non ottemperi all’ordine dell’agente della rispoccione, l’unica conseguenza è l’attivazione della procedura di pignoramento ordinaria davanti al giudice.

In caso di mancato pagamento è possibile il fermo dei veicoli e l’ipoteca sui beni immobili.

Fonte: Il Sole24Ore

L’Antitrust multa l’Oreal per 270mila euro su tre prodotti con pubblicità ingannevole

Il Codacons invita le donne ad unirsi contro i finti effetti miracolosi delle creme di bellezza.

In particolare sono tre i messaggi pubblicitari dei prodotti che l’Antitrust ha dichiarato “esagerati”.

Si tratta di Lifactiv Retinol Ha a marchio Vichy, Cellu-metric sempre a marchio Vichy e Ultralift di Garnier, due prodotti antirughe e uno scontro la cellulite.

“Al di là del caso specifico, i messaggi pubblicitari che caratterizzano il settore della bellezza sono sempre più estremi e promettono effetti impossibili – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – per questo il principio ribadito dall’Antitrust è importante, anche se il valore delle sanzioni appare irrisorio rispetto ai benefici economici per le aziende derivanti da tali pubblicità’.
Ma la decisione dell’Autorità apre anche un altro fronte, quello dei risarcimenti. “Le donne che, credendo ai messaggi pubblicitari possono chiedere di essere risarcite, in relazione agli effetti promessi e non ottenuti. Addirittura – spiega Rienzi – sarebbe possibile avviare una class action da parte di sole donne contro i produttori di creme, unguenti e cosmetici vari, quando le promesse contenute nei messaggi pubblicitari e nelle etichette dei prodotti non vengono mantenute. Class action finalizzata ad ottenere non solo il rimborso di quanto pagato, ma anche il risarcimento per il “danno da illusione””

Pranzo di Pasqua: mangiare a casa o al ristorante?

Alcune associazioni di consumatori hanno stimato la spesa per il banchetto di Pasqua aiutando così nella decisione i consumatori.

L’Osservatorio delle Associazioni rileva che per una famiglia composta dai genitori, due figli e due nonni un pranzo a casa costa circa 24,64 € a persona contro i 62,00 € del ristorante, arrivando così, sommando il prezzo per l’intera famiglia, a risparmiare fino a 224 € se si pranza a casa.

Per chi non potesse farne a meno e scegliesse di andare a pranzare ugualmente al ristorante c’è qualche consiglio per risparmiare:

  • Vi ricordano di confrontare sempre i menù ed i listini di più ristoranti. Approfittando dei menu fissi o concordando il menu in anticipo si può risparmiare anche il 15%
    • Se si approfitta di menu fissi o si concorda il menu in anticipo, controllare sempre se le bevande ed i dessert sono inclusi o sono a parte.
  • Scegliete preferibilmente ristoranti che conoscete o che vi hanno consigliato, si eviterà così di incorrere in prezzi “esagerati” in vista delle festività e di avere brutte sorprese dal punto di vista della qualità.
  • Per trascorrere una giornata differente, magari all’aria aperta, una buona idea è anche quella di verificare le offerte e le proposte degli agriturismi, in media, per il pranzo, si può risparmiare anche il 30% o, in alternativa, scegliendo i ristornati a “km 0”, dove si possono gustare prodotti del territorio, con un risparmio sia per il portafogli che per l’ambiente.

LA CASSAZIONE CENSURA EQUITALIA

La Corte di Cassazione ha stabilito che chi ha subito l’iscrizione dell’ipoteca sul proprio immobile per importi pari o inferiori a 8000 euro potrà chiederne la cancellazione immediata. La Suprema Corte afferma che questo genere di ipoteche iscritte da Equitalia, per crediti pari o inferiori alla somma suddetta, sono illegittime, risolvendo così il contenzioso tra contribuenti ed esattoria.