Conciliazione Vallenergie – Associazioni dei Consumatori

Aosta, 27 aprile 2010 – Entro il prossimo giugno verrà ratificato il regolamento attuativo per la gestione della procedura di Conciliazione: è quanto stabilito questa mattina nel corso della riunione del Tavolo per la Conciliazione fra Vallenergie e le Associazioni dei Consumatori, cui hanno partecipato ADICONSUM, ADOC, AVCU, CODACONS, FEDERCONSUMATORI, LA CASA DEL CONSUMATORE, UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI.

Tra i temi che potranno essere risolti grazie allo strumento della conciliazione, la mancata presentazione della domanda per ottenere lo sconto regionale del 30% sulla bolletta elettrica per il biennio 2008-2009: una controversia che, secondo quanto stabilito nel corso dell’incontro, verrà risolta entro la fine del 2010.

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Call Center nel mirino: sanzione per 932mila euro

Dopo numerose denunce inoltrate dagli utenti, l’Agcom ha attivato delle verifiche sui comportamenti delle compagnie telefoniche. Ne è risultato che, in violazione della delibera 79/09/CONS, gli operatori coinvolti non hanno fornito in molti casi né il codice dell’operatore, né il codice della pratica di reclamo, anche se l’utente lo richiedeva specificatamente.

Quando un utente chiama i call center per un reclamo infatti, ha il diritto di conoscere il codice identificativo dell’operatore e il numero della pratica che lo riguarda.

Così il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni riunitasi sotto la presidenza di Corrado Calabrò, ha deliberato una multa di 290mila euro a carico di Telecom Italia, Wind Telecomunicazioni, Fatstweb, Tiscali Italia e Opitel-Tele2.

L’Autorità non si è fermata qui e ha sanzionato anche la società H3G con una multa di 58mila euro dopo aver accertato che la società non fornisce assistenza telefonica gratuita, ma addebita un costo di 0,33 euro agli utenti.

Inoltre, sono emersi altri comportamenti illegittimi da parte degli operatori, con ulteriori sanzioni, per la mancata interruzione del processo di portabilità nonostante l’esercizio del diritto di recesso nei termini e nelle modalità di legge; per il passaggio ad un altro operatore in assenza della preventiva acquisizione del consenso del titolare della linea; per la mancata comunicazione all’Autorità dell’indirizzo Internet relativo ai piani tariffari e alle relative condizioni contrattuali e le mancata pubblicazione sul sito web della società dell’elenco delle offerte vigenti; per la fornitura di servizi e sovrapprezzo attraverso l’utilizzo di numerazioni diverse da quelle stabilite dal Piano di numerazione.

Fonte: Agcom

Prima Class Action: La risposta del Tar

Si è conclusa l’udienza davanti al Tribunale di Torino relativa alla prima class action italiana proposta dal Codacons, e che vede sul banco degli imputati Intesa SanPaolo, per la nota vicenda delle commissioni bancarie.
Il Tribunale – fa sapere l’associazione – ha ammesso le memorie del Codacons e ha ordinato all’istituto bancario di prendere posizione su tutte le domande proposte dall’associazione negli atti depositati il 19 e 21 aprile scorsi, e ha invitato le parti a giungere ad una eventuale conciliazione della controversia, fissando la prossima udienza al 27 maggio.
Il Tribunale di Torino, presieduto da Luciano Panzani, ha anche accolto la richiesta del Codacons di dare pubblicità alla causa, ma al momento limitatamente alla prossima udienza del 27 maggio, nella quale si deciderà su una possibile conciliazione.
Il pm Raffaele Guariniello e il suo pool, in rappresentanza della Procura della Repubblica di Torino, si sono espressi a favore della pubblicizzazione delle udienze.
“Da qui al prossimo appuntamento del 27 maggio – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, presente in aula assieme agli avvocati dell’associazione Tiziana Sorriento, Luciano Fanti, Giuliano Leuzzi e Michele Mirenghi – si apre la possibilità di trovare un accordo con Intesa SanPaolo relativamente alle clausole da noi ritenute illegittime con le quali sono state introdotte a danno dei correntisti commissioni ben più care del massimo scoperto”.

Precauzione antiusura

Da lunedì 12 aprile fino a quando le società non correggeranno le pratiche e condizioni, tornando all’interno della normativa vigente, American Express, Diners e Fiditalia-Eureka non potranno emettere nuove carte, tantomeno quelle revolving.
Già sono conosciuti i pericoli di queste carte come la poca trasparenza, esose condizioni tra tassi e more, ma la cosa più importante da ricordare è il tasso di interesse che supera ampiamente il tasso d’usura.
Se il limite da non superare è 25,23%, queste carte arrivano anche a superare la sogli del 54%!
Il Codacons ha già annunciato la sua class action, ora c’è anche lo stop della Banca d’Italia.
Ricordiamo sempre molta cautela nella decisione di questo genere di carte, arrivare ad alti tassi di interesse è molto semplice.

IVA sui rifiuti: il governo cancella il diritto degli utenti a recuperare le somme ingiustamente pagate

Il Governo tenta nuovamente di cancellare i diritti degli utenti e dei consumatori attraverso decreti retroattivi. L’ennesimo provvedimento ‘interpretativo’ è inserito quale emendamento nel c.d. ‘decreto incentivi’: con esso si stabilisce per legge che qualora l’ente gestore del servizio di smaltimento rifiuti abbia fatturato, sbagliando, direttamente all’utente un importo maggiorato di IVA, comunque l’utente non potrà agire per recuperare l’indebito, perché l’IVA deve essere considerata una quota della Tariffa di Igiene Ambientale o della Tariffa Integrata Ambientale!
Si tratta dell’ennesimo colpo di spugna a danno degli utenti per preservare le casse dei Comuni e delle società gestrici del servizio – afferma il Codacons, prima associazione che ha avviato in Italia i ricorsi per la restituzione dell’Iva pagata sulla tassa rifiuti – Già con il canone di depurazione il Governo, nel silenzio più assoluto, aveva cancellato il diritto degli utenti a chiedere indietro la quota pagata negli ultimi dieci anni nel caso in cui il depuratore non esistesse o non fosse in funzione. La Cassazione, in quel caso, avevano affermato che, essendo il canone di depurazione un corrispettivo di un servizio, era illegale richiederne il pagamento in assenza del servizio: il Governo disse che il principio era giusto, che era giusto restituire le somme, ma non nel caso in cui esistesse un progetto esecutivo per la costruzione del depuratore!
Insomma – siccome quasi tutti i Comuni hanno un progetto, ma non rendono il servizio perché di fatto il depuratore non esiste – quasi nessuno potrebbe più agire, anche se paga un servizio che non ottiene!
“Non lasceremo al Governo e al deputato del Pdl e assessore al Bilancio di Roma, Maurizio Leo, la possibilità di cancellare i diritti degli utenti a colpi di decreto – afferma Carlo Rienzi, presidente Codacons – ma proseguiremo ad assistere i cittadini nelle cause per il recupero dell’IVA, sollevando la questione di costituzionalità del decreto del 22 aprile, che di fatto elude il giudicato della Consulta”.