LETTERA APERTA DEL 18 GIUGNO 2010 IN OCCASIONE DEL CONVEGNO “GASSIFICAZIONE E PIROLISI”

LETTERA APERTA

Per l’utilizzo di tecniche innovative
nel riciclo dei materiali e per favorire una diminuzione
della quantità dei materiali conferiti in discarica

Aosta, 18 Giugno 2010

A tutti gli amministratori regionali e comunali
A tutti i cittadini della Regione Valle d’Aosta

Gestione rifiuti in Valle d’Aosta: un dossier da integrare adottando lo scenario “VALLE D’AOSTA VIRTUOSA: ZERO RIFIUTI – ZERO WASTE” con la raccolta della frazione organica e il recupero dei materiali derivanti dalla frazione secca residua.

Zero Rifiuti non è più un utopia!
Solo con il recupero di abitudini virtuose, combinate con gli strumenti offerti dalla moderna tecnologia, è possibile vincere la sfida della sostenibilità ambientale. “Rifiuti Zero” significa ridurre i rifiuti alla base e recuperare il maggior quantitativo di materia possibile. Anche gli economisti riconoscono l’utilità sociale, ambientale ed economica di questa strategia. In Valle d’Aosta si continua a perseguire la vecchia strada del ciclo integrato e della “distruzione” dei rifiuti con aumento dei costi sui cittadini (TIA o TARSU che sia), oltre che dei costi ambientali e sanitari con lo scopo di garantire il business a chi produce o gestisce i nuovi impianti.

Cambiare strada è possibile!
Con maggiore occupazione, risparmio di denaro pubblico e con la riduzione di tasse, si possono creare scenari differenti.
Perché scegliere una strategia meno efficace e costi più elevati, quando è possibile adottarne una più efficace con costi più bassi? In Italia, il paese con più sanzioni da parte dell’Unione Europea in tema di rifiuti, si è abilmente cambiato il senso delle parole e, come dice Paul Connett (consulente Onu per la questione rifiuti), si pretende di usare le “macchine magiche” (inceneritori, gassificatori, torce al plasma, ecc…) per chiudere il ciclo dei rifiuti, senza organizzare una raccolta differenziata di qualità.

Il cattivo esempio valdostano.
In Valle d’Aosta, invece di valutare i dati e i fatti, si tira diritto per costruire le “macchine magiche” che rendono solo a chi le costruisce e le gestisce, a discapito delle casse pubbliche, delle tasche dei cittadini e dei costi ambientali e sanitari. Il “ciclo integrato” scelto della Regione Valle d’Aosta propende verso la gassificazione/pirolisi. Costruire questo mix tecnologico costerà alla comunità, sia in termini economici sia in termini di salute. Il gestore costruirà gli impianti, i valdostani pagheranno la raccolta dei rifiuti all’impresa incaricata e sosterranno anche i costi di macchine voraci da alimentare a rifiuti. Questo è il ciclo integrato valdostano!

Le alternative ci sono e si possono attuare.
Le alternative ci sono e sono collaudate, non solo negli USA come nella San Francisco, portata ad esempio da Paul Connett, ma molto vicine a noi, in Italia. Si tratta di miriadi di comuni che hanno puntato sulla raccolta differenziata raggiungendo percentuali del 80-90%, smentendo nei fatti il concetto secondo cui raccolta differenziata significa aumento dei costi. Paul Connett, quando è stato in Valle d’Aosta, ha ribadito quale sia il percorso corretto, cioè il percorso “Rifiuti Zero”.

Domande ancora senza risposta.
Ci chiediamo perché il Governo regionale e la Terza commissione regionale abbiano stabilito che a Brissogne non c’è posto per il Centro riciclo di Vedelago, mentre quello per il gassificatore o pirogassificatore c’è? Perché tra le tante consulenze che la Regione Valle d’Aosta ha commissionato negli ultimi anni non ha mai pensato di darne una a Paul Connett? Come mai su questi temi non sono stati fatti dei dibattiti pubblici, coinvolgendo gli imprenditori e gli esperti del recupero-riciclo-riuso anziché solo commissioni di esperti con componenti che, prima o poi, lavorano, guarda caso, proprio per le ditte che costruiscono le “macchine magiche”? Chi ha certificato le emissioni derivanti da questi processi, incluso l’utilizzo del syngas? Quali sono i costi di impianto, gestione e relativa manutenzione?

I passaggi da fare a monte della produzione dei rifiuti:
la diminuzione dei rifiuti alla base (vuoto a rendere, riutilizzo) attraverso un piano regionale di riduzione dei rifiuti con obiettivi vincolanti; l’introduzione di una raccolta differenziata spinta, con riduzione della tariffa al cittadino in base al livello di raccolta differenziata raggiunto; la raccolta dell’organico attraverso il compostaggio domestico oppure attraverso appositi contenitori.

I passaggi da fare a valle della produzione dei rifiuti:
Sulla “frazione secca residua”, cioè la parte che residua dopo aver applicato la raccolta dell’organico, sarà applicato un trattamento come quello del Centro di Riciclo Vedelago (TV) che ottimizza la qualità della raccolta differenziata della plastica. Così facendo il residuo da conferire in discarica, diminuirebbe e la discarica di Brissogne avrebbe una vita di oltre 400 anni.

Le iniziative da adottare nel periodo transitorio.
In attesa di raggiungere alti livelli di raccolta differenziata è possibile adottare un trattamento a freddo (Trattamento Meccanico Biologico). Dalla frazione organica si produrrà del biogas e dall’altra un quota di CDR-Q (Combustibile da rifiuti di qualità) da destinare per un periodo di tempo limitato fuori regione. La destinazione fuori Valle terminerà una volta completato il centro di trattamento e recupero del rifiuto secco residuo. Si precisa che ad oggi lo scenario individuato dall’Amministrazione regionale non è stato soggetto a valutazione da parte di tecnici esperti “super partes” e non è stata utilizzata un’analisi comparativa utilizzando la LCA (Life Cycle Assessment). La raccolta dell’organico e il centro di trattamento e di recupero del rifiuto secco residuo sono soluzioni compatibili anche con lo scenario individuato dall’Amministrazione regionale.

I Buoni esempi da seguire: il Comune di Capannori (LU) la cui raccolta differenziata è passata dal 37 all’80% con vantaggi economici, occupazionali e ambientali.
Il Comune di Capannori sta affrontando con determinazione queste sfide costruendo alternative attraverso una vera partecipazione popolare. E’ il primo Comune in Italia ad aver aderito alla “Strategia rifiuti zero”. Con l’adesione alla strategia “Rifiuti Zero” per il 2011 è previsto l’obiettivo raccolta differenziata fino al 80%.
Confrontando diversi scenari questi sono i dati economici:
Scenario con il 30% di Raccolta differenziata – COSTO TOTALE 3.142.440
Scenario con il 71% di Raccolta differenziata (situazione 2009) – COSTO TOTALE 1.582.760
Scenario con l’ 80% di Raccolta differenziata con tariffa puntuale – COSTO TOTALE 1.194.000
Dall’inizio del sistema di raccolta “porta a porta” ad oggi ci sono state circa 50 nuove assunzioni. Con i risparmi ottenuti dal non dover smaltire i rifiuti indifferenziati, oltre a coprire i costi delle nuove assunzioni, è stata apportata una riduzione della tariffa ai cittadini pari al il 20% sulla parte variabile. Il Comune di Capannori ha adottato dal 2005 il sistema degli “acquisti verdi”. Tutti gli acquisti sono stati vincolati ad una procedura che selezioni i prodotti dando una preferenza a quelli prodotti con materiale riciclato. Grazie alla raccolta domiciliare e ai progetti sulla riduzione, oggi a Capannori i rifiuti non aumentano più, bensì diminuiscono!

Legambiente Vda
Amici del Viale della Pace
Codacons Vda
Diritto al futuro
Comitato Rifiuti Zero Vda

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I cittadini italiani sono i più poveri d’Europa

Lo studio diffuso da Confartigianato dimostra come l’Italia indossi la maglia nera in Europa sul fronte dei prezzi e della tariffe, e conferma pienamente quanto il Codacons denuncia da 8 anni.
”Nel nostro paese prezzi e tariffe sono fuori controllo, la concorrenza scarsa e la speculazione imperante in tutti i settori – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – La conseguenza di tale situazione, è che i cittadini italiani sono senza dubbio i più poveri d’Europa, ossia quelli col potere d’acquisto più basso, costretti a sopportare forti rincari a fronte di deboli crescite dei propri salari. La soluzione, per evitare una nuova ondata di povertà, è quella di intervenire sul fronte dei prezzi, con una riduzione generalizzata dei listini di almeno il 20%, e su quello delle tariffe, attraverso il loro congelamento per i prossimi 4 anni.”

Il Piano per la Salute e il Benessere sociale 2010/2012

La Regione Valle d’Aosta lancia un appello a cittadini, istituzioni, professionisti, parti sociali e ogni altra componente della società valdostana ad attivare forme responsabili di partecipazione e di confronto sui temi rilevanti della programmazione sanitaria e sociale.

Sul sito della regione è possibile leggere che:

“Il Piano per la Salute e il Benessere sociale è il principale documento di programmazione regionale in materia di sanità, salute e politiche sociali rivolto alle persone e alle famiglie valdostane nel triennio 2010/2012. Si tratta di un documento politico che non ha il compito di entrare nel merito dei processi e delle modalità di gestione dei servizi, ma di governare, cioè dare indirizzi e direttrici d’intervento alle diverse competenze impegnate a garantire servizi e prestazioni attraverso il sistema socio sanitario pubblico regionale.

Ogni contributo per noi sarà prezioso e valutato con grande attenzione e considerazione.”

Per ragioni organizzative Vi chiediamo di esprimere entro e non oltre il 30 giugno c.a. ciò che riterrete utile, attraverso una delle seguenti modalità :

–          mail all’indirizzo p.vittori@regione.vda.it (gruppo tecnico di lavoro per il Piano)

–          fax all’assessore Albert Lanièce, al numero 0165 / 274300

–          lettera indirizzata all’assessore A. Lanièce, via de Tillier, 30 – 11100 Aosta con impressa sulla busta la dicitura “Per il Piano”.

Piano per la Salute e il Benessere sociale 2010-2012 (5028 Kb)

LETTERA APERTA DEI CITTADINI AI MAGISTRATI

Il Codacons ha inviato oggi una lettera aperta ai magistrati italiani, in merito allo sciopero indetto dalla categoria per protestare contro la manovra del Governo. Si legge nella lettera firmata dal Presidente Carlo Rienzi:

“Da alcuni giorni il dott. Cascini, che rappresenta i Magistrati italiani, si affanna a dichiarare in TV che loro scendono in piazza a scioperare per ‘il bene dei cittadini’, ‘nell’interesse dei cittadini’, e altre frasi simili. Bene, il sottoscritto, umile rappresentante dei cittadini, sempre presente in tutte le battaglie civiche e di democrazia nel nostro Paese, ringrazia, ma prega il suddetto e la sua organizzazione di non accostare ancora la loro sciagurata decisione di fare sciopero ‘nell’interesse dei cittadini’. Ben comprendiamo che in realtà quando ti tolgono una parte dello stipendio hai tutto il diritto di protestare, ma è anche vero che i Magistrati, insieme ai Parlamentari, sono i meglio pagati nel nostro Paese e se un sacrificio si deve richiedere loro è giusto che di ciò tengano conto con una certa cautela di giudizio. E’ anche vero che l’orario del loro servizio, dalle 9 alle 14, quando va bene, è incrementato dalle ore e ore passate a casa a scrivere le sentenze e studiare i fascicoli. Ma dobbiamo essere sinceri: noi di questo lavoro a casa autogestito e auto controllato non siamo molto entusiasti. La presenza nell’ufficio, come avviene nel resto del mondo, sarebbe più utile per far lavorare anche il personale di cancelleria, mentre sbrigando l’arretrato a casa (tra TV, bambini, mogli e amanti, partite dei mondiali e altre amenità) non sempre e non tutti riescono a dare qual massimo di cui si vanta la categoria. Né a dire che nelle poche ore dedicate al pubblico ricevimento in ufficio la mattina essi riescano a dare soddisfazione alle tantissime domande che i cittadini vorrebbero porgere alla Giustizia. Allora, li invitiamo a farci controllare anche il lavoro a casa, a far cessare lo scandalo della commistione tra funzione giudicante e requirente, a farci ‘vedere’ con i nostri occhi che dopo le 14 i poveri Magistrati restano a casa a lavorare tutti, ma TUTTI però, e non i soliti quattro stakanovisti che pagano per tutti gli altri e vediamo se riescono a convincerci che il loro stipendio, che si aggira sui 7-10 milioni di vecchie lire AL MESE, non sia da sacrificare come quello degli altri dipendenti pubblici. E ancora, loro a scioperare, davvero non rappresentano un bello spettacolo, loro che condannano gli operai che bloccano le fabbriche e i cantieri, o i piloti e assistenti di volo che praticano lo sciopero bianco (che hanno annunciato anche loro nei prossimi giorni), loro che sono servitori dello Stato e svolgono una funzione pubblica altissima, come possono scioperare e non trovare altre forme di protesta del tipo restare al proprio posto a spolverare fascicoli arretrati e impedire prescrizioni di diritti e reati?
Una ultima considerazione sulla loro dura opposizione al provvedimento del Parlamento sulle intercettazioni: ma loro non devono fare le indagini con ciò che insegna la tecnica investigativa (anni fa non esistevano le intercettazioni eppure si indagava) e ciò che la volontà del legislatore mette a loro disposizione? Non si sentono un po’ esageratamente ‘casta’ quando pretendono di decidere loro di cosa devono essere forniti per poter indagare? Ma possono essere loro arbitri delle scelte del Parlamento (sulla cui bontà, ripeto, non entro) tra i diritti di indagine e i diritti alla riservatezza e alla intangibilità della vita privata? Bah!! Finisco con un invito: se i Magistrati vogliono davvero fare qualcosa per i cittadini, caro dott. Cascini, invece di archiviare con tre righe copiate da formulari le migliaia di denunce di cittadini per truffe, inganni, frodi finanziarie e di ogni altro genere (solo dal CODACONS ne arrivano alle Procure mille all’anno di cui l’85% viene archiviato senza indagini salvo poi trovare Giustizia in provvedimenti delle Autorità indipendenti o di giudici di periferia) stiano veramente più vicini (ma in ufficio non a casa) ai cittadini, prendendoli un po’ più sul serio, e dedichino i giorni di sciopero solo a mandare avanti, prima che si prescrivano, le decine di migliaia di denunce di imbrogli alla povera gente, indagini per le quali nemmeno hanno bisogno di usare il pericoloso strumento della intercettazione generalizzata.”

CARLO RIENZI
AVVOCATO
PRESIDENTE CODACONS

Sanità: Il falso viagra venduto on-line

Per attirare acquirenti usano lo spamming, ossia l’invio indiscriminato di mail sulla posta elettronica degli utenti. Il messaggio mette in evidenza gli effetti miracolosi e i prezzi vantaggiosi, ma soprattutto ti da la possibilità di comprare questi prodotti senza la ricetta medica.
Così, in Italia, un numero sempre maggiore di cittadini si inoltra nel fenomeno dei falsi Viagra.
Nella migliore delle ipotesi si tratta di farmaci innocui e assolutamente inutili che non sono in grado di mantenere le promesse fatte e non migliorano le prestazioni sessuali. Ma esistono casi, come quello scoperto dai Nas, in cui i prodotti venduti possono risultare pericolosi per la salute umana. Per questo è bene potenziare i controlli anche attraverso la Polizia Postale e stroncare un fenomeno che sembra destinato a crescere ulteriormente.
I cittadini che hanno acquistato falsi Viagra e Cialis, con il gesso al posto del principio attivo, devono essere risarciti dalle aziende coinvolte per aver corso gravi rischi alla salute. A tal fine è possibile rivolgersi al Codacons per avviare le dovute azioni nei confronti dei responsabili.