REFERENDUM: CODACONS VDA ADERISCE AL COMITATO DEL SI

CODACONS VDA CONDIVIDE LE SCELTE DEI CITTADINI-REFERENDARI

Il Codacons VdA condivide le scelte operate dai cittadini-referendari ed esprime preoccupazione per le scelte effettuate dall’Amministrazione Regionale anche alla luce delle ultime modifiche  normative  introdotte dal governo Monti che tagliano le agevolazioni ai nuovi impianti di incenerimento.
La Regione Valle d’Aosta ha sbagliato approccio al tema rifiuti. Era, infatti, indispensabile un confronto aperto e partecipato di tutti i soggetti coinvolti, mentre non è stato dato avvio ad alcun processo partecipativo. Le scelte adottate nell’ultimo quinquennio non hanno garantito il rispetto delle indicazioni legislative e la mancata raccolta dell’organico, il mancato avvio della raccolta porta a porta e del compostaggio collettivo rischiano di avere ripercussioni sulle bollette future.
Lo scenario “Valle d’Aosta virtuosa – zero waste” (con raccolta separata della frazione organica) presentato oltre due anni or sono, prevedeva un costo di tre o quattro volte inferiore e anche la sola introduzione del “Metodo di Riciclo Vedelago” (pre-selezione ed estrusione del materiale residiuo) avrebbe consentito di ottimizzare la raccolta differenziata e diminuire il materiale da avviare in discarica, con risparmio di volumi e di soldi per i cittadini.
Il Codacons VdA ritiene fortemente auspicabile il rigetto da parte del Tar dell’impugnativa, e la contrasterà in tutti i modi possibili.
Il Codacons VdA ritiene importante che i cittadini si pronuncino sul quesito che appare estremamente chiaro: “In considerazione delle ridotte dimensioni territoriali della regione e dei limitati quantitativi di rifiuti prodotti e al fine di tutelare la salute e di perseguire criteri di economicità, efficienza ed efficacia, nel ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti speciali non pericolosi, non si realizzano né si utilizzano sul territorio regionale impianti di trattamento a caldo quali incenerimento, termovalorizzazione, pirolisi o gassificazione.”

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CONFCOMMERCIO: CONSUMI IN CALO DEL 2, 3% A MAGGIO

CODACONS: FATE SCONTI DEL 40% IN OCCASIONE DEI SALDI

Secondo l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) in termini quantitativi a maggio si è registrata una riduzione dei consumi del 2,3% su base annua. Il quadro è desolante in ogni settore: dall’abbigliamento e calzature (-3,9%) agli alimentari (-1,7), dai beni e servizi per la casa (-2,6%) a quelli per la mobilità (-13,4%).

Per il Codacons i commercianti hanno una sola possibilità: sfruttare l’inizio del periodo dei saldi, che scatterà sabato prossimo 7 luglio, e fare sconti straordinari.
Le famiglie sono talmente in crisi che hanno già deciso di rinviare gli acquisti a tempi migliori. A pesare le tasse appena pagate, dall’Imu all’Irpef, ma anche l’incertezza sulle future tasse ancora non definite, dall’aumento dell’Iva di ottobre, o comunque di gennaio 2012, al conguaglio dell’Imu ancora indefinito.
Solo sconti eccezionali, pari al 40% effettivo (non camuffato con il falso aumento del prezzo vecchio!!!!), potrebbero indurre i consumatori a cambiare una decisione già presa e a sfruttare l’occasione, purché sia realmente imperdibile.
Altrimenti, secondo le stime del Codacons,  anche per i saldi estivi 2012 si registrerà una flessione media delle vendite del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

RC AUTO: ANIA, PRONTI A CALO PREZZI CON AZIONE SISTEMA

IL CODACONS: ALL’ANIA SI E’ INCANTATO IL DISCO, RIPETE SEMPRE LA STESSA SOLFA. MA LE TARIFFE CONTINUANO A CRESCERE

IN DUE ANNI RINCARI DEL +27%, PER MOTO +45%

Forse all’Ania si è incantato il disco, visto che ogni anno ripete  sempre la stessa solfa sulle tariffe che possono scendere, ma che stranamente non diminuiscono mai.

Lo afferma il Codacons, commentando la relazione odierna dell’associazione delle imprese assicuratrici.
“Se l’Ania auspica così tanto un calo della tariffe, non si capisce perché non obblighi i propri associati ad una riduzione dei prezzi, soprattutto considerato che le compagnie di assicurazioni, come dimostra l’aumento del +5,2% della raccolta premi, godono di ottima salute – afferma il Presidente Carlo Rienzi – I rincari delle polizze, poi, sono stati ben superiori a quelli stimati dall’Ania. Solo negli ultimi due anni l’rc auto ha subito aumenti del +27%, con picchi del +45% per le moto. Incrementi che fanno dell’Italia il paese con le tariffe assicurative più care d’Europa” – conclude Rienzi.

IL GOVERNO PENSA AD UNO STOP DI 18 MESI PER LUCE, GAS, ACQUA E AUTOSTRADE

CODACONS CHIEDE DI TORNARE ALLE TARIFFE DEL DICEMBRE 2011

NO AL CONGELAMENTO DELLE TARIFFE DESTINATE A SCENDERE

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica  il Governo starebbe preparando un decreto per bloccare gli aumenti delle tariffe di luce, acqua, gas e trasporti.

Per il Codacons è sicuramente positivo che il Governo si sia finalmente accorto che non è più sopportabile che tutte le tariffe pubbliche siano regolarmente indicizzate mentre gli stipendi dei dipendenti pubblici e le pensioni vengono congelate.
Naturalmente perché la cosa sia positiva bisogna evitare di chiudere al stalla dopo che i buoi sono scappati, ossia è indispensabile evitare di congelare i prezzi delle tariffe destinate a diminuire, altrimenti dopo il danno ci sarebbe pure la beffa.
Ecco perché il Codacons chiede di ripristinare le tariffe in essere al dicembre 2011, prima che, ad esempio, scattassero tutti i mega aumenti di luce e gas. L’ultimo aumento deciso il 28 giugno dall’Authority dell’energia, infatti, era già molto contenuto, per la luce si trattava di 1 euro in più all’anno, proprio per effetto del decremento del petrolio che, dopo i massimi storici registrati in marzo, oltre 125 dollari al barile, aveva registrato una progressiva diminuzione attestandosi su valori inferiori ai 100 dollari al barile.

SALDI ESTIVI: IL CODACONS PREVEDE UN CROLLO DELLE VENDITE DEL 20%

PESA L’EFFETTO IMU. LA SPESA PROCAPITE NON SUPERERA’ GLI  80  EURO

I CONSIGLI DELL’ASSOCIAZIONE PER EVITARE FREGATURE

Sabato prossimo, 7 luglio, partiranno i saldi estivi nella quasi totalità delle regioni italiane. Secondo il Codacons – unica associazione in Italia le cui previsioni sulle spese in regime di saldi vengono puntualmente confermate ogni anno dagli stessi commercianti – si registrerà una flessione delle vendite del 20% rispetto allo scorso anno, con punte del 30% in alcune città.
La spesa procapite nel periodo di sconti – calcola il Codacons – non supererà gli 80 euro. “Il dato è particolarmente negativo – spiega il Presidente Carlo Rienzi – considerato che già lo scorso anno si era registrato un crollo degli acquisti del 15%. Ad influire sul calo degli acquisti sarà soprattutto “l’effetto IMU”, le tasse e i balzelli introdotti dal Governo, la crisi ancora in corso e la scarsa fiducia degli italiani nel futuro economico nel nostro paese”.
Si registrerà poi una riduzione delle vendite anche nei centri commerciali e negli outlet, che negli anni passati avevano retto all’ondata di crisi. Solo il 45% degli italiani – stima infine l’associazione – si avvarrà degli sconti di fine stagione.
Il Codacons presenta il decalogo aggiornato con le ultime norme di riferimento e le vecchie, ma sempre valide, regole d’oro per fare buoni affari, districarsi nella selva dei saldi e prevenire i sempre possibili trabocchetti:

1)    Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad es. perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Avete due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.
2)    Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.
3)    Girate. Nei giorni che precedono i saldi andate nei negozi a cercare quello che vi interessa, segnandovi il prezzo; potrete così verificare l’effettività dello sconto praticato ed andrete a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi.
4)    Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Valutate la bontà dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti.
5)    Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto).  Un commerciante, salvo nell’Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.
6)    Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.
7)    Negozi e vetrine. Non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.
8)    Prova dei capi: non c’è l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.
9)    Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.
10)    Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.