IL GOVERNO PENSA AD UNO STOP DI 18 MESI PER LUCE, GAS, ACQUA E AUTOSTRADE

CODACONS CHIEDE DI TORNARE ALLE TARIFFE DEL DICEMBRE 2011

NO AL CONGELAMENTO DELLE TARIFFE DESTINATE A SCENDERE

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica  il Governo starebbe preparando un decreto per bloccare gli aumenti delle tariffe di luce, acqua, gas e trasporti.

Per il Codacons è sicuramente positivo che il Governo si sia finalmente accorto che non è più sopportabile che tutte le tariffe pubbliche siano regolarmente indicizzate mentre gli stipendi dei dipendenti pubblici e le pensioni vengono congelate.
Naturalmente perché la cosa sia positiva bisogna evitare di chiudere al stalla dopo che i buoi sono scappati, ossia è indispensabile evitare di congelare i prezzi delle tariffe destinate a diminuire, altrimenti dopo il danno ci sarebbe pure la beffa.
Ecco perché il Codacons chiede di ripristinare le tariffe in essere al dicembre 2011, prima che, ad esempio, scattassero tutti i mega aumenti di luce e gas. L’ultimo aumento deciso il 28 giugno dall’Authority dell’energia, infatti, era già molto contenuto, per la luce si trattava di 1 euro in più all’anno, proprio per effetto del decremento del petrolio che, dopo i massimi storici registrati in marzo, oltre 125 dollari al barile, aveva registrato una progressiva diminuzione attestandosi su valori inferiori ai 100 dollari al barile.

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SALDI ESTIVI: IL CODACONS PREVEDE UN CROLLO DELLE VENDITE DEL 20%

PESA L’EFFETTO IMU. LA SPESA PROCAPITE NON SUPERERA’ GLI  80  EURO

I CONSIGLI DELL’ASSOCIAZIONE PER EVITARE FREGATURE

Sabato prossimo, 7 luglio, partiranno i saldi estivi nella quasi totalità delle regioni italiane. Secondo il Codacons – unica associazione in Italia le cui previsioni sulle spese in regime di saldi vengono puntualmente confermate ogni anno dagli stessi commercianti – si registrerà una flessione delle vendite del 20% rispetto allo scorso anno, con punte del 30% in alcune città.
La spesa procapite nel periodo di sconti – calcola il Codacons – non supererà gli 80 euro. “Il dato è particolarmente negativo – spiega il Presidente Carlo Rienzi – considerato che già lo scorso anno si era registrato un crollo degli acquisti del 15%. Ad influire sul calo degli acquisti sarà soprattutto “l’effetto IMU”, le tasse e i balzelli introdotti dal Governo, la crisi ancora in corso e la scarsa fiducia degli italiani nel futuro economico nel nostro paese”.
Si registrerà poi una riduzione delle vendite anche nei centri commerciali e negli outlet, che negli anni passati avevano retto all’ondata di crisi. Solo il 45% degli italiani – stima infine l’associazione – si avvarrà degli sconti di fine stagione.
Il Codacons presenta il decalogo aggiornato con le ultime norme di riferimento e le vecchie, ma sempre valide, regole d’oro per fare buoni affari, districarsi nella selva dei saldi e prevenire i sempre possibili trabocchetti:

1)    Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad es. perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Avete due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.
2)    Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.
3)    Girate. Nei giorni che precedono i saldi andate nei negozi a cercare quello che vi interessa, segnandovi il prezzo; potrete così verificare l’effettività dello sconto praticato ed andrete a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi.
4)    Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Valutate la bontà dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti.
5)    Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto).  Un commerciante, salvo nell’Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.
6)    Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.
7)    Negozi e vetrine. Non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.
8)    Prova dei capi: non c’è l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.
9)    Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.
10)    Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.

TARIFFE LUCE E GAS: NUOVA STANGATA DA LUGLIO

AUMENTI INSOSTENIBILI PER LE FAMIGLIE ITALIANE

IL CODACONS CHIEDE AL GOVERNO UN DECRETO SULLA SOSPENSIONE DEI PAGAMENTI DELLE BOLLETTE, COME AVVIENE PER I MUTUI

Nuovo aumento per le bollette a partire dal primo luglio. Per il gas l’incremento deciso dall’Autorità dell’energia è del 2,6% con un aggravio annuo di spesa di 32 euro, mentre per la luce dello 0,2%.
Per il Codacons si tratta di aumenti insostenibili per le famiglie italiane, come dimostrato dal fatto che nel 2011 il consumo interno lordo di energia è sceso a livello del 1999 e negli ultimi due anni, 2010 e 2011, il 10% delle famiglie era in condizioni di morosità nel pagamento dei servizi elettrici e del gas.
Per questo l’associazione di consumatori si appella al Governo e chiede al ministro dello Sviluppo economico Passera, analogamente a quanto già avviene con le banche per il pagamento delle rate dei mutui, di introdurre con un decreto la possibilità di sospendere per 12 mesi il pagamento delle bollette per chi si trova in difficoltà, ad esempio perché disoccupato o in cassa integrazione.
In alternativa andrebbe prevista almeno la rateizzazione dei pagamenti per le famiglie in crisi. Attualmente è già possibile ottenere la rateizzazione, cosa comunque assai diversa dalla sospensione, ma tale possibilità è concessa obbligatoriamente solo nel mercato di maggior tutela e se la bolletta di conguaglio supera del 150% l’addebito medio delle bollette in acconto o se c’è un guasto del contatore.
Il Codacons chiede, quindi, di estendere la possibilità di rateizzare le bollette anche alle famiglie in difficoltà, possibilmente senza interessi di mora.

INFLAZIONE: ISTAT, A GIUGNO RISALE AL 3,3% E SPESA CARRELLO RINCARA A +4,4%

CARRELLO PIU’ CARO  DI  642  EURO PER UNA FAMIGLIA DI 4 PERSONE

FRUTTA O ORO? CODACONS CHIEDE AL GOVERNO DI ACCORCIARE LA FILIERA ALIMENTARE

Secondo i dati provvisori resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione a giugno risale, passando al 3,3% dal 3,2% di maggio. Sale anche il carrello della spesa, che raggiunge un + 4,4% su base annua, in netta accelerazione rispetto a maggio (+4,2%).

Per il Codacons è particolarmente grave l’aumento dei prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza, dato che colpisce indistintamente ricchi e poveri.
Tradotto in termini di costo della vita significa che, su base annua, una famiglia di 3 persone spenderà, solo per fare la spesa di tutti i giorni, 594 euro in più, mentre per una famiglia di 4 persone la stangata sarà di 642 euro all’anno.
Per l’associazione di consumatori, poi, ha dell’incredibile il rialzo dei prezzi della frutta fresca, che su base mensile spiccano il volo con un + 9,6%. Una speculazione bella e buona, considerato che a giugno ci sono molte meno primizie rispetto a maggio e, quindi, i prezzi avrebbero dovuto semmai scendere. Evidentemente i fruttivendoli credono di vendere oro!
Il Codacons invita il Governo ad intervenire con una seria riforma nel settore della distribuzione, accorciando, attraverso meccanismi di incentivi e disincentivi, la filiera alimentare, decisamente troppo lunga, dato che ci possono essere anche fino a 7 passaggi prima che la frutta e la verdura giungano sulle nostre tavole.

BENZINA: SCONTI NEI DISTRIBUTORI ESSO E IP

IL CODACONS: RISPARMI DA 8 A 10,5 EURO A PIENO. E’ LA PROVA CHE SE C’E’ CONCORRENZA I PREZZI CALANO

Il Codacons accoglie con soddisfazione gli sconti annunciati oggi da IP ed ESSO, che applicheranno sui carburanti riduzioni di prezzo rispettivamente di 16 e 21 centesimi di euro nei weekend.
“Bene così – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Finalmente abbiamo la dimostrazione che, quando c’è vera concorrenza, i listini di benzina e gasolio calano. Per le famiglie la promozione delle due compagnie petrolifere si tradurrà in risparmi da 8 a 10,5 euro a pieno”.
“La guerra agli sconti avviata da Eni è la prova tangibile dell’esistenza nel nostro paese di un ampio margine per una sensibile riduzione dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa – prosegue Rienzi – Ora però si dovrà capire perché finora questa riduzione non si è verificata, con danni enormi per gli automobilisti”.