SANITA’: LA CORTE DEI CONTI CONVOCA IL CODACONS PER LO SCANDALO DEGLI SPRECHI NEI VACCINI

MAGGIORE SPESA ANNUA PARI A 114 MILIONI DI EURO PER VACCINI INUTILI E PERICOLOSI. INFORMATA ANCHE LA PROCURA DELLA REPUBBLICA

La Corte dei Conti ha convocato per oggi il Codacons in merito allo scandalo dello spreco di soldi pubblici per vaccini pediatrici inutili se non addirittura pericolosi.
In Italia – spiega l’associazione – i vaccini obbligatori, contrariamente a quanto ritenuto dalla stragrande maggioranza dei genitori di bambini in età pediatrica, sono solamente quattro, cioè: 1- antidifterite, 2- antitetanica, 3 – antipoliomelite, 4 – antiepatite virale B.
A stabilirlo è il D.M. 7 aprile 1999, che individua anche i vaccini “non obbligatori” (l’antimorbillo-parotite-rosolia (MPR) 2 – la vaccinazione contro le infezioni invasive da Haemophilus influenzae b; altri vaccini non obbligatori spesso iniettati ai bimbi in età pediatrica sono l’antimeningococcica, l’antiparotite, l’antirosolia, etc…)
Tuttavia nelle ASL – denuncia il Codacons – anziché informare correttamente i genitori in merito alla disciplina legislativa sui vaccini obbligatori per legge e quindi effettuare solamente i quattro vaccini obbligatori ai bambini in età pediatrica, viene fornito ed iniettato ai piccoli un nuovo vaccino esavalente che contiene anche due vaccini facoltativi ossia pertosse ed infezioni da Haemophilus influenzale di tipo b.
Non sono disponibili in unica soluzione solamente i quattro vaccini obbligatori! Ciò appare gravissimo soprattutto perché sembra che la somministrazione polivalente dei vaccini (siano essi in unica formulazione o somministrati l’uno dopo l’altro in un’unica seduta vaccinale), come ovviamente accade a maggior ragione con la somministrazione dell’esavalente,  può comportare danni da sovraccarico e choc del sistema immunitario.
Sul fronte economico, la procedura comporta un evidente spreco di soldi pubblici a carico del SSN, che deve acquistare e somministrare 6 vaccini anziché i 4 previsti dalla legge. La maggiore spesa a carico della collettività è pari a 114 milioni di euro all’anno.
Il Codacons, che oggi illustrerà la questione alla Corte dei Conti, ha già inviato un esposto alla magistratura contabile, al Ministero della Salute e alla Procura della Repubblica di Roma, denunciando i fatti alla luce del possibili reati di truffa e abuso d’ufficio, e chiedendo di accertare il comportamento dell’AIFA Agenzia Italiana del Farmaco, essendo l’ente che autorizza nel paese la commercializzazione dei vaccini esavalenti oggi utilizzati nelle ASL Italiane.

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ALIMENTARE: DUBBI DEL CODACONS SU ACETO VENDUTO IN BOTTIGLIE DI PLASTICA

L’ASSOCIAZIONE CHIEDE CHIARIMENTI AL MINISTERO DELLA SALUTE E A QUELLO PER LE POLITICHE AGRICOLE

Il Codacons ha presentato oggi una istanza al Ministero della Salute e  quello delle Politiche Agricole in merito alla recente commercializzazione in Italia di aceto venduto in confezioni di plastica.
“Numerose segnalazioni giunte all’associazione evidenziano dubbi e paure dei consumatori in merito alla messa in commercio di aceto in bottiglie di plastica – scrive il Codacons nell’istanza – I dubbi e le richieste dei consumatori, già spaventati e provati dalla nota vicenda della pericolosità dei biberon in materiale plastico, sono relative al fatto che, essendo l’aceto con un PH elevato, lo stesso a contatto con il PET possa sviluppare tossicità dannose alla salute. Ciò tenendo conto anche del fatto che una volta aperta la bottiglia, l’aceto non si consuma tutto in un breve tempo, e spesso il prodotto viene esposto alla luce ed al calore delle cucine per diverso tempo. Il dubbio, quindi, è che la bottiglia di plastica  possa  causare, in sinergia con l’aceto, danni alla salute a seguito del contatto aceto-plastica- ossigeno”.
Il D.P.R. N. 162 del 12.02.1962 – spiega l’associazione – all’art 28 espressamente prevede che: ”I mosti, i vini, i vini speciali e gli aceti devono essere posti in commercio per il consumo diretto in recipienti di vetro, di terraglia, di ceramica, di porcellana, di legno o altro materiale riconosciuto idoneo con decreto del Ministro per l’agricoltura e le foreste, di concerto con quello per la Sanità”. Vogliamo quindi sapere se la commercializzazione dell’aceto in bottiglie di plastica sia stata autorizzata dai due ministeri, e quali garanzie di sicurezza siano state assicurate ai consumatori.

FISCO: SANGALLI, IVA CAPORETTO FAMIGLIE E IMPRESE

CODACONS: CONSUMI ALIMENTARI PRO CAPITE COME NEL 1979

SE IVA AUMENTA DI UN PUNTO STANGATA DA 324 EURO PER UNA FAMIGLIA DI 3 PERSONE
Secondo i dati resi noti oggi dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, gli aumenti Iva tra il 2011 ed il 2014 rischiano di tradursi in minori consumi reali per circa 38 miliardi. Per le manovre correttive il Pil procapite nel 2012 tornerà ai livelli del 1999 ed i consumi delle famiglie italiane faranno un balzo indietro di quasi 15 anni, ai livelli del 1998.
Per il Codacons si tratta di previsioni drammatiche ed inquietanti ma purtroppo assolutamente realistiche. Per l’associazione di consumatori se i consumi delle famiglie torneranno ai livelli del 1998, i consumi alimentari pro capite nel 2012 scenderanno ai livelli del 1979, con un salto nel passato addirittura doppio, pari a 33 anni.
Anche rispetto all’aumento dell’Iva, il Codacons condivide la definizione di “Caporetto” delle famiglie utilizzata da Sangalli. Infatti, se anche il Governo decidesse, grazie alla spending review, di ridurre l’aumento dell’Iva ad un solo punto percentuale, dal 21 al 22% e dal 10 all’11%, si tratterebbe pur sempre, in assenza di arrotondamenti dei prezzi e di fenomeni speculativi,  di una stangata pari, come minimo, a 324 euro per una famiglia di 3 persone e a 433 euro per una di 4, soldi che le famiglie certo non hanno, dato che solo un terzo degli  italiani, dopo le varie manovre, riesce ad arrivare alla fine del mese senza problemi.
Inoltre, come dimostrano gli ultimi dati sul gettito Iva, con un calo di 2,903 miliardi rispetto alle previsioni del Governo relativamente al primo quadrimestre 2012, le troppe tasse indirette sul consumo avranno solo un ulteriore impatto recessivo a danno della tanto auspicata, ma mai cercata, crescita.

BENZINA: CON ENI SCENDE SOTTO 1,8 EURO, MINIMI FEBBRAIO

IL CODACONS: BENE RIDUZIONE MA SPAZIO PER ULTERIORE CALO ALLA POMPA PER TUTTE LE COMPAGNIE
Il Codacons accoglie con soddisfazione la riduzione dei listini dei carburanti praticata da Eni, che ha portato la benzina a 1,795 euro al litro e il gasolio a 1,683 euro, ai minimi da gennaio. Per l’associazione ora tutte le compagnie petrolifere devono praticare un immediato calo dei prezzi alla pompa, considerate le quotazioni del petrolio scese per la prima volta dall’ottobre scorso al di sotto degli 80 dollari al barile.
“C’è spazio per una ulteriore diminuzione dei listini di benzina e gasolio, i cui prezzi possono calare nell’immediato di altri 5 centesimi al litro – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Confidiamo nel gioco della concorrenza, innescato dall’Eni attraverso gli sconti praticati nei weekend, che hanno portato la scorsa settimana tutte le compagnie a tagliare i prezzi dei carburanti”.

RAI: RIENZI DEL CODACONS PRESENTA ALLA COMMISSIONE DI VIGILANZA IL SUO PROGRAMMA CONCRETO COME CANDIDATO AL CDA

RINNOVAMENTO DEI PROGRAMMI E DELLE RETI, MERITOCRAZIA, PALINSESTI SCELTI DAI TELESPETTATORI,
MENO PRODUZIONI ESTERNE E DG ESPERTO DI RAI E NON DI TELEFONI  QUESTI ALCUNI PUNTI DEL PROGRAMMA
BLOCCO IMMEDIATO DEI MAXI-CACHET A CONDUTTORI E CALCIATORI/BALLERINI. GIA’ 10 ASSOCIAZIONI DELLA SOCIETA’ CIVILE HANNO SOTTOSCRITTO IL PROGRAMMA DI RIENZI
Il Presidente Codacons Carlo Rienzi, gia’ formalmente candidato alla carica di consigliere Rai, ha inviato oggi una lettera al Presidente della Commissione di Vigilanza e a tutti i componenti della stessa, nonche’ alle associazioni della societa’ civile chiamate in causa da Bersani per l’individuazione dei candidati del Pd, nella quale si espone il programma elaborato da Rienzi per una radicale trasformazione della Rai.
“La Rai ha bisogno di trasparenza – scrive il presidente Codacons nel suo programma, pubblicato integralmente sul blog www.carlorienzi.it –  Per questo propongo, al netto della normale secretary industriale, di rendere pubbliche le riunioni del Cda con una semplice connessione con Rai.it, il portale online della Rai.  I Consiglieri non devono avere un ufficio a Viale Mazzini, ma intervenire solo nelle riunioni del Consiglio, al fine di evitare o scoraggiare la formazione di legami impropri con i dipendenti questuanti e produttori esterni.  Il Direttore Generale deve essere proveniente dall’interno dell’azienda possibilmente con una esperienza specifica di RAI e non di gestione di societa’ telefoniche , deve essere un manager ma esperto di radiotelevisione e di funzione pubblica del servizio.  I vari Santoro e Dandini – che non possono essere a capo della RAI data la loro apprezzabile (ma non in una azienda che deve essere pluralista) faziosita’ –  devono certo tornare in RAI ma non con il ricatto di floridi contratti a produttori esterni.
Gli abbonati-utenti devono poter scegliere e votare i palinsesti e trovare nuova visibilita’ nei programmi. Si tratta solo di individuare forme e spazi idonei”.
Ma nel programma di Rienzi, gia’ approvato da 10 associazioni degli utenti e della societa’ civile, appaiono altri punti destinati a rivoluzionare la Rai.  Tra essi troviamo:
–  Privilegiare l’offerta di produzioni con risorse interne e limitare le produzioni esterne, oggi spesso praticate a costi esorbitanti  per programmi che sono semplici talk in studio ma che passano attraverso il cappio ricattatore della esclusiva di un conduttore gestita da una societa’ di profitto esterna.
– Evitare di rincorrere la concorrenza privata con cachet immorali a calciatori , nani e ballerine.
– Snellire drasticamente la struttura gerarchica che ha creato dei mandarinati interni e una iperfetazione bucrocratica che rallenta i riflessi dell’azienda e la sua capacita’ decisionale.
– Rimettere al centro il merito, cambiando tutti i responsabili delle varie filiere produttive che non abbiano raggiunto gli obiettivi prefissati, e sostituirli con personale interno attraverso una selezione aperta basata sui curricula e sui programmi.
L’avv. Rienzi infine critica la scelta di candidati fintamente indipendenti, come quella operata da Fo e Rodota’ in favore di Parascandolo,  ‘dinosauro’ della Rai apertamente schierato politicamente.