DAL NAZIONALE: ESPOSTO CODACONS ALLA FIM (FEDERAZIONE INTERNAZIONALE MOTOCICLISMO) PER I FATTI DEL GRAN PREMIO DELLA MALESIA

 

ESPOSTO CODACONS ALLA FIM (FEDERAZIONE INTERNAZIONALE MOTOCICLISMO) PER I FATTI DEL GRAN PREMIO DELLA MALESIA

CONDOTTA ILLECITA DI MARQUEZ E LORENZO, COLPEVOLI DI FRODE SPORTIVA: MARQUEZ AGEVOLA IL SORPASSO DI LORENZO E OSTACOLA ROSSI CON UNA TESTATA

 RICHIESTA PENALITA’ NEI CONFRONTI DEI DUE PILOTI SPAGNOLI

 

Cronaca: il Codacons ha presentato un esposto ai sensi degli artt. 3.1 e seguenti del Regolamento Fim, all’organizzazione del circuito per chiedere che vengano comminate delle sanzioni nei confronti dei piloti Jorge Lorenzo e Marc Marquez, per condotta anti-sportiva.

Come è emerso dall’analisi delle immagini i due piloti hanno posto in essere, entrambi, un comportamento anti-sportivo diretto a danneggiare un diretto concorrente alla corsa alla conquista del mondiale.

Sin dal precedente gran premio, tenutosi in terra Australiana, sia al recente gp della Malesia, Marc Marquez ha posto in essere una condotta diretta a svantaggiare Valentino Rossi, al solo scopo di favorire Jorge Lorenzo.

Come tutti hanno potuto vedere Marquez non ha opposto alcuna resistenza al sorpasso di Lorenzo, rendendosi poi partecipa di una condotta aggressiva e provocatoria nei confronti di Rossi, culminata con una testata.

L’accordo tra i due piloti appare essere lampante, e ciò determina la violazione del codice di condotta stabilito dal circuito, il quale deve essere sanzionato, con la massima sanzione prevista, ciò la sospensione prevista dall’articolo 3.2.1 che equivale alla perdita del diritto di partecipare al campionato, o la esclusione definitiva dalle corse.

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Saint-Christophe, vittima di incidente stradale viene multato dal Comune per aver danneggiato la recinzione a bordo strada, ma a distanza di oltre due anni, della nuova recinzione neanche l’ombra.

Come spesso accade, la Pubblica Amministrazione è solerte nel chiedere al cittadino il dovuto, molto meno,però, ad adempiere ai propri obblighi.

I fatti risalgono all’aprile 2013. Sulla Statale 26 un SUV proveniente da Torino, omettendo la precedenza, occupa la rotonda investendo un’utilitaria già immessa in rotonda e diretta a Saint-Christophe. A causa del forte urto e dell’asfalto bagnato, la vettura finisce contro la recinzione comunale a protezione del marciapiede.

Il solerte Comune di Saint-Christophe, nel giro di qualche giorno, richiede al conducente dell’utilitaria, vittima dell’incidente, 50 euro di multa per aver danneggiato la recinzione a lato strada.

Multa che l’utente della strada paga senza esitazione alcuna.

Molto meno solerte, invece, il Comune nel ripristinare e mettere in sicurezza il tratto di strada.

La sicurezza delle strade e la conseguente responsabilità degli amministratori comunali è, peraltro, stata oggetto anche di una recente sentenza della Corte di Cassazione, che ha condannato penalmente il dirigente comunale.

Nella fattispecie, del cittadino caduto nel tombino di una strada, risponde penalmente il dirigente comunale per le gravi negligenze in merito al controllo delle condizioni di sicurezza della strada. Così ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza n. 36242 dell’8 settembre 2015 in merito alla brutta caduta di un passante che riportava lesioni.

Si chiede, quindi, al sindaco del Comune, di intervenire il prima possibile al fine di risolvere la problematica e di ricercare, allo stesso tempo, i motivi sottesi al mancato ripristino della sicurezza stradale.

rotonda

 

 

SCANDALO “DIESELGATE”: AGISCI SUBITO CON IL CODACONS PER TUTELARE I TUOI DIRITTI

Un software capace di eludere i controlli ha permesso di aggirare le normative americane. Ma non sono state “truccate” solo le vetture a stelle e strisce: adesso la vera partita si gioca in Europa, dove nell’interesse dei consumatori le indagini devono andare fino in fondo 

I FATTI. (dal NAZIONALE) La più grande azienda tedesca, il leader mondiale nel mercato automobilistico, il marchio simbolo dell’affidabilità germanica, ha confessato: Volkswagen ha falsato la misurazione delle emissioni dei veicoli diesel Jetta, Beetle, Audi A3, Golf e Passat, aggirando i controlli previsti dalle leggi americane. Le accuse mosse dall’agenzia federale per la protezione ambientale, l’Environmental Protection Agency, si sono rivelate fondate: Volkswagen ha utilizzato un sofisticato software, un dispositivo di elusione capace di rimanere silente durante il normale funzionamento del motore ma di attivarsi durante i test di verifica e di omologazione, offrendo risposte in linea con i parametri sui gas di scarico inquinanti stabiliti dalla legge per i motori diesel. Questa soluzione ha permesso di mascherare durante i test della la produzione di inquinanti tra le 10 e le 40 volte superiori rispetto ai limiti consentiti.

IN EUROPA. Il colosso di Wolfsburg ha riconosciuto le “discrepanze” tra le emissioni dichiarate e quelle effettive, e i massimi dirigenti dell’azienda hanno chiesto scusa per la “cattiva condotta della compagnia”, ma stavolta le scuse non basteranno a limitare la portata dello scandalo: “Dieselgate” è il nome di uno scandalo di portata mondiale. Il problema, infatti, non riguarda solamente il mezzo milione circa di veicoli diesel venduti negli Stati Uniti negli ultimi anni, ma addirittura undici milioni di veicoli, tutti equipaggiati con i motori diesel EA 189. Ne deriva che almeno 10,5 milioni di vetture equipaggiate con il software truffaldino siano sparse per il mondo, e soprattutto in Europa, il mercato di punta della Volkswagen; per questo, l’Unione europea ha chiesto a tutti i Paesi membri di avviare indagini sui loro mercati, e garantito che le inchieste andranno “fino in fondo”.

L’INIZIATIVA CODACONS. Se le autorità competenti dovessero accertare che anche i veicoli venduti in Italia hanno subito la falsificazione dei dati incriminati ci sarebbero i presupposti per una class action. Perciò chiunque sia possessore di un’auto Volkswagen diesel, prodotta dal 2009 al 2015, anche non dei modelli fin qui sotto osservazione potrebbe agire contro l’azienda tedesca e pretendere, almeno, un adeguato risarcimento.

Se sei possessore di un’auto VW puoi preaderire cliccando qui