Sanità: il Codacons Vda incontra l’Asl Valle d’Aosta

Lunedì 20 dicembre 2010 è previsto un incontro tra le associazioni dei consumatori e l’Asl Valle d’Aosta.
Si riporta  l’ordine del giorno proposto dal Codacons Vda:
Prevenzione e sicurezza della struttura ospedaliera Parini di Aosta
Cup: analisi andamento dei tempi di attesa e contestuale richiesta di inserimento nell’attuale Cup di tutte le visite specialistiche
Cup: inserimento e gestione nella relativa procedura  degli interventi chirurgici e della libera professione intramoenia
Iniziative previste  per il 2011 in relazione al progetto “audit civico sanitario”
Esame e confronto sugli obiettivi assegnati (anno 2009, 2010)
Obiettivi di  razionalizzazione della spesa assegnati
Iniziative  finalizzate alla riduzione dei ricoveri ospedalieri inappropriati
Terapia del dolore: obiettivi e iniziative previste per il 2011.
Si invitano gli associati ed i cittadini interessati a far pervenire ogni utile consiglio e/o suggerimento.
Per approfondire le richieste avanzate dal Codacons Vda sul piano della salute anni 2010-2012 leggi il seguente articolo >>>
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C.A.S.P.E.R. : CONTRO LA SPECULAZIONE E PER IL RISPARMIO

NATALE: LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI LANCIANO L’INIZIATIVA “CASPER, CHE SCONTI!’

NATALE: LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI LANCIANO L’INIZIATIVA “CASPER, CHE SCONTI!’

COMMERCIANTI E GRANDE DISTRIBUZIONE INVITATI A PRATICARE SCONTI NEI GIORNI ANTECEDENTI LE FESTIVITA’ AI CONSUMATORI CHE MOSTRERANNO LA TESSERA CASPER SCARICABILE GRATUITAMENTE DA INTERNET

Casper che prezzi!Le associazioni dei consumatori aderenti a Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio(Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) lanciano una iniziativa volta a sostenere i consumatori italiani alle prese con le inevitabili spese legate alle prossime festività natalizie.

Catene commerciali, grande distribuzione, negozianti, associazioni di categoria e centri commerciali di tutta Italia che vogliono aderire all’iniziativa, possono farlo compilando la SCHEDA DI ADESIONE ALL’INIZIATIVA (CLICCA QUI)

Materiale informativo utile:

Fisco: canone RAI è la tassa più evasa dai contribuenti italiani

E’ la tassa concessione televisiva, meglio nota come Canone RAI, la tassa più evasa dai contribuenti italiani. Questo risultato emerso dallo studio sulle imposte più evase dagli Italiani, condotto da KRLS Network of Business Ethics, per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani.

Dalla ricerca, si legge in una nota, è emerso che l’evasione del Canone RAI delle famiglie si attesta intorno al 41% con punte che arrivano fino al 87% in alcune regioni quali Campania, Calabria e Sicilia, mentre quello delle imprese si attesta intorno al 96%.

In Italia esistono due canoni: quello ordinario, dovuto dalle famiglie, e quello speciale, dovuto dalle imprese, lavoratori autonomi, enti pubblici, enti pubblici non economici, enti privati. Ma se il canone ordinario è dovuto per il possesso di “apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”, il canone speciale si paga anche per il possesso di computers e/o monitors e altri apparecchi multimediali (videofonino, videoregistratore, iPod, sistemi di videosorveglianza, ecc.) posseduti dalle imprese o enti pubblici o privati.
L’evasione del canone RAI delle famiglie, che già nel 2005 ammontava al 22%, è balzata, nel 2010, al 41% (contro l’8% della media europea) e, si stima che nel 2011 arriverà al 43%.

Tra i maggiori evasori del Canone Rai figurano le famiglie residenti nelle province di Caserta, Ragusa e Catanzaro, dove l’evasione sfiora il 90% delle famiglie. All’opposto le province più virtuose sono quelle di Aosta, Ferrara e Pisa dove l’evasione si attesta al 12%.

Ma l’evasione maggiore si riscontra nelle imprese. Secondo i dati in Italia esistono circa 4,5 MLN di imprese di cui il 98% collegata con Internet con almeno un computer, per cui almeno 4,4 MLN di imprese dovrebbero pagare il canone speciale. Ma dai dati pubblicati dalla RAI risulta che i canoni speciali riscossi ogni anno sono meno di 180 mila, per cui almeno 4,2 MLN di imprese, non pagano il canone con un 95% di evasione.

Limitandosi ad applicare il canone speciale base di 195,31 euro a 4,2 milioni di imprese, l’evasione e’ di 820 MLN di euro. E se si considera che oltre alle imprese devono pagare il canone anche i lavoratori autonomi, i circoli, le associazioni, le fondazioni, le sedi di partiti politici, gli istituti religiosi, gli artigiani, le scuole e gli enti pubblici e che il canone speciale va pagato per ciascuna sede o ufficio, e che lo stesso varia da 195,31 a 6.510,13 euro l’anno a seconda della tipologia commerciale, Lo Sportello del Contribuente stima che l’evasione del canone speciale supera il miliardo di euro l’anno.
Tra i maggiori evasori del Canone Rai figurano le imprese con sede nelle province di Milano, Venezia, Torino e Roma dove l’evasione sfiora il 98% delle imprese. All’opposto le province più virtuose sono quelle di Aosta, Napoli, Pescara e Firenze dove l’evasione si attesta al 92%.
In assoluto i contribuenti più fedeli restano quelli della Valle d’Aosta, Toscana, Emilia-Romagna e Puglia ma in buona posizione si piazzano anche aventi sede nelle regioni meridionali dell’ Abruzzo, Molise, Puglia e Campania.

L’Italia non ha il canone più alto per le famiglie. In Europa, il record del canone più esoso appartiene all’Islanda con 346 euro, seguita dalla Svezia e Finlandia dove la tassa è pari rispettivamente a 210 e 208,5 euro, dalla Germania con 206 euro, dall’Inghilterra con 176 euro e dalla Francia con 116 euro. All’estremo opposto troviamo la Spagna, il Portogallo, Olanda e Ungheria dove gli utenti non pagano il canone per vedere la TV pubblica.

Perché si evade? Dall’ indagine dell’Associazione Contribuenti Italiani è emerso che il 36% delle famiglie non paga il canone perché c’è la pubblicità sulla TV pubblica, il 31% per la scarsità dei controlli e la percezione che se chi evade non viene punito, il 24% per la scarsità qualità dei programmi e la troppa presenza della politica in TV e solo il 9% perché non ha soldi, mentre l’83% delle imprese evade perché l’Amministrazione finanziaria, durante le verifiche fiscali non richiede le attestazioni del pagamento del canone, nè lo sanziona.

“L’abbonamento alla RAI è una tassa e come tale va pagata – afferma Vittorio Carlomagno presidente dell’ Associazione Contribuenti Italiani – Ed è incredibile che l’amministrazione finanziaria dimentichi di richiedere il pagamento della tassa di concessione governativa durante le verifiche generali, pur avendo la delega all’accertamento”.

CREDITO AL CONSUMO

Ricevuto dall’Italia il 29 Luglio scorso la Direttiva europea sul Credito al Consumo

1. Annullamento del contratto di credito con la Finanziaria nel caso che il venditore sia inadempiente, con eventuale rimborso delle rate pagate.
2. Informazioni più chiare, obblighi di trasparenza per gli operatori finanziari con il diritto di ripensamento per l’utente “senza dare alcuna motivazione”. Avrà 14 giorni di tempo per sciogliere il patto sottoscritto col creditore.
3. Il diritto di ripensamento ha validità sia che il contratto di credito sia stato stipulato all’interno o all’esterno dei locali commerciali o a distanza, il tempo per esercitare il diritto è di 14 giorni senza pagare penali né fornire giustificazioni.
4. Il periodo decorre dall’atto della sottoscrizione, oppure quando il consumatore riceve a casa il contratto.
5. Per recedere è necessario inviare una lettera raccomandata r.r. specificando il diritto di recesso ai sensi della Direttiva comunitaria 48/2008 e dell’art. 125 ter del Testo Unico Bancario indicando il giorno di stipula e il numero del contratto.
6. Penalità. Il ripensamento non prevede penalità per il sottoscrittore, salvo gli interessi dovuti sul capitale dalla data del prelievo del credito fino alla data del ripensamento.

Procedure

A. Se l’inadempienza del venditore è palese – vedi Viaggi del Ventaglio ecc. – a seguito delle nuove regole, il consumatore deve: mettere in mora il venditore con una raccomandata r.r. chiedendo entro 15 giorni l’adempimento del contratto, in mancata risposta il contratto si intende annullato.
B. Successivamente chiedere alla società finanziaria (nel caso di finanziamento del bene e/o viaggio) di cessare la richiesta delle rate chiedendone il rimborso delle rate pagate.
C. Il finanziatore, qualora ipotizzi che l’inadempienza del venditore abbia scarsa importanza può opporsi alle richieste dell’acquirente, in questo caso

ACQUISTI:RIPARAZIONE E SOSTITUZIONE DEI BENI DIFETTOSI.

Dopo la minaccia di sanzioni  da parte dell’Autorità la grande distribuzione dell’HITECH giura trasparenza.

Le catene MEDIAWORLD, UNIEURO, MARCOPOLO EXPERT, NOVAEURONICS e TRONY si sono piegate al rispetto della legge D.Lgs n. 24/2002 – sulla garanzia legale di conformità dei prodotti risultati difettosi dopo l’acquisto, sui tempi di riparazione del bene difettoso, sull’obbligo del venditore di prendere direttamente in consegna il bene difettoso, sulla garanzia convenzionale che allunga la garanzia legale con un costo per il consumatore. A breve le grandi dell’elettronica informeranno direttamente sul punto vendita il consumatore con locandine, depliants o direttamente sullo scontrino dei diritti dell’acquirente:

• Durata della garanzia legale 24 mesi
• Garanzia convenzionale che estende la copertura per oltre i 24 mesi e che solitamente il consumatore paga
• Recesso per gli acquisti fatti on-line 10 giorni
• Assistenza sul prodotto difettoso direttamente dal venditore
I cittadini che riceveranno dai venditori rifiuti a garantire la riparazione possono chiamare il Numero Verde dell’Antitrust 800-166661.