Nasce la conciliazione tra Trenitalia e consumatori

Il 4 marzo scorso Trenitalia e le associazioni dei consumatori hanno sottoscritto un nuovo accordo che estende la procedura di conciliazione su tutto il territorio nazionale riguardante i reclami relativi ai viaggi effettuati a partire dal 1° gennaio 2010 sui treni Trenitalia ES AV Fast, ES AV, ES Fast, Es, Es City, IC, ICN ad esclusione dei treni oggetto di contratto di servizio.

Se un reclamo non ha avuto una risposta soddisfacente o non ha ricevuto alcuna risposta entro sessanta giorni dalla presentazione, è possibile accedere alla conciliazione per il tramite di una delle Associazioni dei Consumatori firmatarie del Protocollo.

La domanda di conciliazione deve essere inviata:
– entro sessanta giorni decorrenti dalla data di ricevimento della risposta al reclamo
– in caso di mancata risposta, entro sessanta giorni dalla scadenza del termine di sessanta giorni decorrenti dalla data di presentazione del reclamo
– compilando l’apposito modulo di richiesta da inoltrare via fax, raccomandata AR o in via telematica; tramite le Associazioni firmatarie; direttamente all’ Ufficio Conciliazioni di Trenitalia-Piazza della Croce Rossa,1 00161-Roma, al fax 06 44103490, oppure all’indirizzo email conciliazioni@trenitalia.it (in questo caso va allegato in formato elettronico, il modulo firmato)

Se non viene indicata l’Associazione che dovrà rappresentare il cliente nella conciliazione, Trenitalia provvederà ad assegnare la domanda ad una delle Associazioni dei Consumatori firmatarie del Protocollo in applicazione di un criterio turnario.

La Commissione di Conciliazione, composta da Conciliatori designati da Trenitalia e dalle Associazioni dei Consumatori, esaminerà la domanda tenendo conto degli impegni contrattuali, della normativa di settore e delle norme di tutela dei consumatori e, secondo principi di equità, valuterà la possibilità di formulare una proposta di conciliazione soddisfacente per le parti, che comunque verrà sottoposta al cliente per l’eventuale accettazione.

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Sedi Codacons Valle d’Aosta

  • Aosta Via Abbé Gorret, 27-29 (vedi mappa) – Tel. 892-007   (tel 0165 238126 attivo fino al 31/12/2012)
  • Si consiglia sempre di prendere appuntamento telefonico attraverso il numero unico Codacons:   892-007

Costo della telefonata: (prezzi  comprensivi di IVA)

Rete fissa scatto 30 cent al minuto 76 cent
Tim scatto 16 cent al minuto 94 cent
Vodafone scatto 16 cent al minuto 94 cent
Wind scatto 15 cent al minuto 97 cent
Tre scatto 31 cent al minuto 2,59 euro

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Occhio al contratto

10 regole per evitare le truffe contrattuali

  1. IL CONTRATTO – Leggere sempre con estrema cura il contratto prima di firmare ed esigere una copia del documento sottoscritto; considerare che atti recanti la dicitura “proposta irrevocabile”, “nota d’ordine”, “richiesta di fornitura”, “modulo cliente” o simili, anche se non sottoscritti dal venditore, ma redatti sulla sua carta intestata, sono vincolanti alla stregua di veri e propri contratti.
  2. IL PREZZO – Diffidare da prezzi che appaiono smisuratamente convenienti, perchè potrebbe trattarsi di un bene di vecchia produzione e/o non a norma, e da offerte che impongano di acquistare in tempi ridotti, così da non consentire di ponderare bene l’effettiva convenienza.
  3. IL PAGAMENTO – Rifiutare di sottoscrivere assegni post-datati o senza data o senza indicazione del beneficiario, anzi apporre sempre la clausola “non trasferibile”; evitare di sottoscrivere contratti di credito al consumo con società finanziarie indicate dal venditore; nel caso di abbonamenti, preferire il pagamento tramite bollettini postali, piuttosto che l’addebito in conto.
  4. LE CLAUSOLE – Non lasciarsi condizionare da clausole fortemente afflittive (previsione di penali, sanzioni o divieto di proporre eccezioni, esoneri da responsabilità, etc.) perché generalmente sono vessatorie e quindi inefficaci nei riguardi del consumatore.
  5. LA CONTESTAZIONE – Contestare immediatamente e per iscritto ogni disservizio o difformità e non limitarsi alla protesta verbale o telefonica. Inviare il reclamo anche all? associazione di riferimento
  6. IL RECESSO – Nel dubbio, se previsto dalla norma, esercitare il diritto di recesso, sempre tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento (mai a voce o limitandosi a rispedire la merce al mittente); qualora il venditore tenti di dissuadere il consumatore dall’esercizio di tale facoltà adducendo pesanti penali, si tenga presente che il recesso è sempre -per legge- gratuito e incondizionato.
  7. LE OFFERTE – Comprare un bene in situazioni particolari può comportare un risparmio economico e di tempo per il consumatore, ma anche una maggiore esposizione al rischio di acquisti non rispondenti alle effettive esigenze; diffidare, in particolare, delle vendite organizzate nel corso di giornate promozionali in alberghi, durante le vacanze (soprattutto all’estero), così come della promessa di omaggi nel caso di acquisto, della comunicazione (spesso telefonica) di vincite di vacanze o altri premi.
  8. LA PROVA – Documentare ogni disagio o costo ascrivibile alla controparte (scattare fotografie, raccogliere dichiarazioni di testimoni, conservare fatture di spesa, etc.).
  9. IL GIUDICE – Ricordare che in molti casi è necessario ricorrere al Giudice per far valere la vessatorietà di una clausola, l’invalidità di un contratto, l’inadempimento di un fornitore.
  10. L’AVVOCATO – In alcuni casi la legge consente al consumatore di difendersi personalmente in via stragiudiziale ed anche davanti al Giudice; stare in giudizio personalmente, tuttavia, può comportare dei rischi, se la controparte è assistita da un legale. Nel dubbio sulla validità di specifiche clausole è bene che il contratto sia sottoposto all’esame di un avvocato esperto nella tutela del consumatore.

CASSAZIONE: VACANZA RISARCITA SE MARE NON E’ COME DA DEPLIANT

IL 15% DELLE LAMENTELE DEI TURISTI ITALIANI RIGUARDA PROPRIO I DEPLIANT INGANNEVOLI

“Dopo questa sentenza della Corte di Cassazione, farebbero bene a preoccuparsi le agenzie di viaggio e i tour operator, e a modificare in fretta i depliant illustrativi in modo che siano assolutamente attinenti alla realtà”. Così il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, commenta la decisione della Cassazione che ha condannato un tour operator a risarcire una coppia di turisti, in quanto il mare non era limpido e la spiaggia non era pulita come appariva dal depliant promozionale del soggiorno organizzato.
“Questa sentenza apre la strada a centinaia di cause analoghe in tutta Italia – prosegue Rienzi – Ogni anno, infatti, riceviamo migliaia di segnalazioni da parte di turisti italiani ingannati da depliant illustrativi che promettevano condizioni assai diverse da quelle riscontrate nel luogo di vacanza, e diverse cause sono state già vinte dal Codacons dinanzi ai giudici di pace. Solo nel 2009 il 15% delle segnalazioni ricevute dall’associazione nel settore vacanze, ha riguardato proprio promesse non mantenute dai cataloghi e depliant dei tour operator’.

PUBBLICITA’ INGANNEVOLE: 1 CITTADINO SU 3 NE E’ VITTIMA

FENOMENO IN CRESCITA: OLTRE 2.700 SEGNALAZIONI INVIATE ALL’ANTITRUST SOLO NELL’ULTIMO ANNO

Il Codacons lancia l’allarme sul fenomeno della pubblicità ingannevole, realtà che in Italia si sta velocemente ingigantendo rispetto agli anni passati.
“Il periodo di crisi economica che ha coinvolto anche il nostro paese ha portato ad una riduzione dei consumi da parte delle famiglie, e ad una maggiore attenzione nelle scelte e negli acquisti da parte dei consumatori. Una tale situazione – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – ha fatto si che le aziende si ingegnassero nel tentativo di spingere i cittadini ad acquistare i loro prodotti, facendo però crescere al tempo stesso i casi di pubblicità ingannevole”.
La stessa Antitrust, nell’ultima relazione annuale, ha attestato un incremento delle segnalazioni in questo settore, passate in un anno da 1.591 a 2.781.
“Parallelamente aumenta però anche il numero delle vittime della pubblicità ingannevole – prosegue Rienzi – In base alle nostre stime, nel 2009 1 cittadino su 3 è caduto nella trappola dei messaggi pubblicitari ingannevoli, effettuando acquisti o scelte di natura economica sulla base di pubblicità rivelatesi fuorvianti”.