Il dolce ricordo della Lira

Un cittadino su tre rimpiange la vecchia Lira.

L’Euro non ha conquistato gli italiani che vede la nuova moneta come sinonimo di instabilità economica e rincaro dei prezzi e tariffe. Insomma, l’Euro da la sensazione di aver aumentato il costo della vita e la perdita d’acquisto.
Non finisce qui il problema che vede nel 9,5% dei cittadini una scarsa dimestichezza con l’euro non riuscendo a percepire l’entità dei prezzi e portando così ad una difficoltà nel tenere sotto controllo le spese.
Il rimpianto per la Lira e una certa avversione per l’euro, è maggiormente sentita nelle città del sud Italia e nelle persone di età superiore ai 60 anni.
L’indagine è stata condotta su un campione di 600 famiglie e non ha valenza statistica.

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Dal 24 maggio i selfservice autostradali fanno uno sconto doppio

In 80 impianti della rete di Autostrade dal 24 maggio è partita la campagna “Prezzo Amico” portando in media ad almeno 6 centesimi la riduzione del prezzo per il self service, rispetto alla modalità servito. Dopo aver ottenuto l’autorizzazione dell’Antitrust, anche ministero dello Sviluppo economico e dalle associazioni dei consumatori ha accolto favorevolmente  questa nuova iniziativa.

Dopo aver denunciato già molte volte la crescita del prezzo del carburante, dare la possibilità alle famiglie di risparmiare non può esser vista che di buon occhio. La spesa in questo settore pesa fortemente sui bilanci familiari, non soltanto in vista alla mobilità individuale, ma anche per quanto riguarda il prezzo dei prodotti che vengono trasportati su gomma.
80 stazioni non sono molte, è necessario ampliare questa proposta, ma la buona notizia è che questa campagna non durerà solo il tempo dell’esodo estivo, ma sarà continuativa.

Agcom: multe per più di 620.000 euro a operatori telefonici

Il Codacons accoglie con soddisfazione le multe elevate oggi dall’Autorità per le comunicazioni nei confronti di alcuni operatori telefonici, colpevoli a vario titolo di comportamenti scorretti. L’associazione contesta tuttavia l’ammontare di ogni singola sanzione.
Secondo il Codacons, le multe sono di importo irrisorio confrontato con i guadagni miliardari che le compagnie telefoniche si intascano. Questa sanzione rischi di non avere l’effetto voluto e di non essere quindi un deterrente per ulteriori comportamenti scorretti.

Secondo Carlo Rienzi, presidente del Codacons, le sanzioni andrebbero duplicati oltre a dover esserci delle aggravanti per la recidività. Solo così le compagni smetterebbero di prenderci gioco dei diritti dei consumatori.

Industria: crescita reale?

crescita economica

Secondo i dati resi noti dall’Istat, il fatturato dell’industria italiana ha registrato a marzo un aumento del 6,3% rispetto allo stesso mese del 2009 e un incremento dell’1,5% rispetto al mese di febbraio 2010. Gli ordinativi dell’industria a marzo segnano un + 13,1% su base annua e un + 1% rispetto a febbraio 2010.

Per il Codacons, però, il dato in aumento su base annuale è esclusivamente dovuto al fatto che nel marzo 2009 si registrò, rispetto al marzo 2008, un tracollo sia del fatturato (- 22,6%) che degli ordinativi (- 26%).
Anche l’incremento su base mensile è dovuto al fatto che nel febbraio 2010 si registrò un calo consistente del 2,6% per il fatturato e dello 0,4% per gli ordinativi, rispetto al gennaio dello stesso anno.
Nulla di così positivo, dunque. Quello che invece è sicuramente negativo è che i settori industriali che hanno usufruito degli incentivi del Governo e che, in previsioni dei futuri aumenti di vendite, avrebbero dovuto avere un balzo degli ordinativi, facendo da traino rispetto a tutti gli altri settori non incentivati, non registrano al momento gli incrementi attesi, attestandosi poco sopra alla media degli ordinativi totali. Evidentemente gli imprenditori, almeno fino a fine marzo, non hanno avuto fiducia nel decreto incentivi e negli annunci del Governo che prometteva, con quel decreto, di raggiungere l’ obiettivo di crescita dell’1-1,2%.
Purtroppo tutto questo era stato abbondantemente previsto dal Codacons che a più riprese aveva denunciato come le cifre irrisorie stanziate non solo non sarebbero servite a rilanciare l’economia del Paese, ma nemmeno a rilanciare i settori incentivati. Per questo chiedevamo di aggiungere uno zero agli incentivi decisi con il decreto legge n. 40/2010, passando da 300 milioni a 3 miliardi, di togliere i tetti, che i fondi non fossero a esaurimento, fossero pari al 30% del prezzo di acquisto e riguardassero un numero maggiore di prodotti.
Proposta che chiediamo sia valutata al più presto dal futuro ministro dello Sviluppo Economico, nomina al momento apparentemente dimenticata dal Presidente del Consiglio, ma che sarebbe importante, trattandosi di un ministero chiave per rilancio dell’economia, fosse fatta al più presto.

Il sole che costa

Anche quest’anno si parla di caro-spiagge. I prezzi saliranno del 2,1% confrontati con quelli dell’anno scorso, per lo meno sul litorale laziale. Anche se il prezzo d’accesso per gli stabilimenti pare rimasto invariato, affittare una sdraio costerà 40 centesimi in più, un lettino aumenta di 15 centesimi. Questi piccoli aumenti sembrano irrisori, ma quando alla fine della stagione ci si ritrova con un’ottantina di euro in meno in tasca, quelli che prima sembravano spiccioli, sono diventati una giornata in meno di vacanza con la famiglia.
Questo riapre anche un vecchio dibattito su come si rischia di perdere turisti a causa di questi continui aumenti. All’estero i prezzi sono più bassi e l’Italia non è l’unico posto dove si possono trovare belle spiagge affacciate al mar Mediterraneo.