Per attirare acquirenti usano lo spamming, ossia l’invio indiscriminato di mail sulla posta elettronica degli utenti. Il messaggio mette in evidenza gli effetti miracolosi e i prezzi vantaggiosi, ma soprattutto ti da la possibilità di comprare questi prodotti senza la ricetta medica.
Così, in Italia, un numero sempre maggiore di cittadini si inoltra nel fenomeno dei falsi Viagra.
Nella migliore delle ipotesi si tratta di farmaci innocui e assolutamente inutili che non sono in grado di mantenere le promesse fatte e non migliorano le prestazioni sessuali. Ma esistono casi, come quello scoperto dai Nas, in cui i prodotti venduti possono risultare pericolosi per la salute umana. Per questo è bene potenziare i controlli anche attraverso la Polizia Postale e stroncare un fenomeno che sembra destinato a crescere ulteriormente.
I cittadini che hanno acquistato falsi Viagra e Cialis, con il gesso al posto del principio attivo, devono essere risarciti dalle aziende coinvolte per aver corso gravi rischi alla salute. A tal fine è possibile rivolgersi al Codacons per avviare le dovute azioni nei confronti dei responsabili.
Comunicato Stampa
CARO-SPIAGGIA: L’Italia la più costosa. +5,7% rispetto al 2009
Anche quest’anno il mare italiano è uno dei più salati d’Europa e del Mediterraneo.
Un’inchiesta del Codacons ha preso ad esame una giornata tipo di due bagnanti in diversi paesi. Quanto costa l’affitto per una giornata di un lettino, una sdraio e un ombrellone, tenendo conto anche due bottiglie d’acqua e due panini acquistati in spiaggia?
- In Italia si paga intorno ai 37 euro in uno stabilimento di medio livello. Se si vuole una località più esclusiva o uno stabilimento di livello superiore, si arriva tranquillamente a 50 euro giornalieri;
- In Croazia, per i medesimi servizi, si spende mediamente 20 euro;
- In Grecia 23 euro;
- In Spagna 25 euro;
- In Turchia 25 euro;
- Solo in Francia il prezzo è superiore (40 euro) e in Germania (38 euro) dove il prezzo viene giustificato da un servizio di livello superiore e da stipendi sensibilmente più elevati rispetto al nostro paese.
I morti pagano di più
In fin dei conti, non sono proprio i morti a pagare, ma i sopravvissuti che pagano un posto in cimitero. L’Italia, si sa, è un paese pieno di contraddizioni e di stranezze. Una di queste riguarda i cimiteri e le tariffe praticate in questo settore.
Nel nostro paese – denuncia il Codacons – l’aliquota Iva sulla fornitura del servizio elettrico è del 10% su tutto il territorio nazionale… ad esclusione dei cimiteri. Qui, infatti, si paga un’Iva doppia, pari quindi al 20% sull’elettricità utilizzata per le lampade votive e i lumini elettrici posti sulle tombe. Una differenza che non trova giustificazione alcuna, visto che il servizio è il medesimo sul medesimo territorio. Ciò – prosegue l’associazione – danneggia i parenti dei defunti, costretti a sborsare di più per la fornitura elettrica nei cimiteri.
Il presidente del Codacons ironizza: “Meno male che la luce ‘eterna’ non costa nulla, visto che per quella terrena lo Stato si prende il doppio di Iva!”. Allo stesso tempo il Codacons sta studiando una azione legale finalizzate ad ottenere una modifica legislativa che parifichi l’Iva della fornitura elettrica cimiteriale a quella in vigore nelle abitazioni.
Assemblea Regionale Codacons VdA. Rinnovo delle cariche sociali e nomina delegato congresso nazionale.
Il 9 giugno c.a. presso la sede sociale dell’Associazione si terrà la III Assemblea dei soci per il rinnovo delle cariche sociali e la nomina dei delegati per il XV Congresso nazionale del Codacons che si terrà a Roma il 15/16/17 giugno 2010.
Per candidarsi ed esprimere il voto è necessario, come previsto dallo statuto, essere in regola con il tesseramento annuale. Il seggio elettorale ubicato presso la sede sociale di via Abbe’ Gorret 29 ad Aosta verrà aperto alle ore 12,00 del 09 giugno c.a. e chiuderà alle ore 19,30. Ogni socio può essere portatore di delega.
Portatori di proposte ed esperienza sul campo dei delegati valdostani costituiranno a valorizzare le iniziative che a livello nazionale si stanno predisponendo al fine di migliorare l’assistenza e la tutela del consumatore utente.
Privatizzazione dell’acqua
È un tema pungente l’argomento privatizzazione dell’acqua. Per il Codacons le idee sono chiare, dare in mano ai privati una cosa pubblica, significa far spendere ai consumatori almeno un 30% in più sulle bollette in 3 anni.
Se una famiglia media italiana spende 268 euro considerando un consumo di 200 metri cubi, in tre anni le bollette avranno un incremento di 80 euro, portando così a spendere 348 euro.
Non è difficile immaginare il perché di questa tendenza, i privati hanno la necessità di creare utili e l’attività stessa dev’essere remunerativa.
La rete idrica italiana non è certo famosa per le sue infrastrutture in buone condizioni, la perdita d’acqua nel corso di trasporto è nota. Cosa ci porta a pensare che dei privati miglioreranno la rete a spese loro senza alzare il costo del servizio? L’investimento di certo avrà una conseguenza logica per il profitto dell’imprenditore.