Dal 30 aprile il roaming dei dati, cioè l’uso del telefono cellulare per chiamate, sms e internet dall’estero, costerà molto di meno nei paesi che fanno parte dell’Unione Europea. A partire dal 30 aprile chiunque si troverà in viaggio in un paese dell’UE e userà il telefono con il proprio operatore nazionale pagherà per il roaming circa tre-quattro volte meno di quanto pagherebbe oggi. In sostanza si pagherà la tariffa prevista dal proprio piano tariffario nazionale, con un sovrapprezzo di 5 centesimi al minuto per le chiamate in uscita, 1 centesimo al minuto per le chiamate in entrata, 2 centesimi per inviare ogni sms e 5 centesimi a MB per navigare su internet (IVA esclusa). Dal 15 giugno 2017, poi, questi costi verranno definitivamente azzerati e si potrà usare il telefono cellulare in giro per l’Europa senza pagare nessun costo aggiuntivo. Questo in seguito al compromesso raggiunto il 30 giugno 2015 dalla Commissione Europea con il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea, dopo anni di trattative, per azzerare le tariffe di roaming.
La cosiddetta “eurotariffa”, cioè la possibilità di usare il proprio piano tariffario in tutti i paesi dell’UE, è stata introdotta nel 2007, nonostante le forti resistenze delle compagnie telefoniche e ha portato a una graduale riduzione dei costi. L’ultimo taglio, effettuato nel 2014, aveva portato il costo delle chiamate in uscita a 19 centesimi al minuto, di quelle in entrata a 5 centesimi al minuto, degli sms inviati a 6 centesimi l’uno e del traffico internet a 20 centesimi a MB. L’unico limite posto dalla Commissione – ma non è chiarissimo come sarà fatto rispettare – è l’obbligo di fare un “uso equo” dell’azzeramento delle tariffe di roaming: in sostanza sarà vietato comprare una sim in un paese dove le tariffe sono più basse per poi usarla, invece, nel proprio paese di residenza.
PASSAGGI TRAFORO GRAN SAN BERNARDO PER I SOCI CODACONS
Siamo lieti di comunicare che al fine di abbassare il costo dei trasporti oramai sempre più elevato, è disponibile presso la nostra sede di Aosta un abbonamento per il traforo del Gran-Saint-Bernard che permette di attraversare il tunnel al costo di 11,20 euro a tratta ( tariffa ordinaria 27,90)
Per richiedere l’abbonamento e sufficiente inviare una mail di prenotazione a info@codaconsvda.it o chiamare la nostra sede ed essere socio del CODACONS. Basterà lasciare a titolo di deposito il valore rimanente della tessera, che sarà restituito alla riconsegna.
In caso di domande o richiesta di approfondimenti, può scrivere al nostro indirizzo e-mail info@codaconsvda.it
Accolta la richiesta del Codacons sulla possibilità di scaricare gli esami del sangue.
Si è concretizzata la richiesta da parte del Codacons di avere la possibilità di scaricare le proprie analisi del sangue dal nuovo portale fse. Come riportato oggi da Aostasera:
“Dal 2 maggio i risultati degli esami del sangue si potranno leggere direttamente online. La novità interessa i cittadini valdostani che hanno già fornito il consenso alla creazione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Saranno, quindi, consegnati online i referti di laboratorio analisi, di microbiologia e di anatomia patologica. Fa eccezione la richiesta esplicita dell’utente di voler comunque ritirare il referto con l’attuale modalità.
Attraverso la consegna online di questa tipologia di referti viene a cadere l’obbligo del ritiro dei referti cartacei. Si ricorda che fino ad oggi, in caso di mancato ritiro del referto entra 30 giorni dall’avvenuta prestazione, il cittadino incorreva in una sanzione amministrativa di 100 euro.”
Non possiamo che ritenerci soddisfatti per questo passa avanti nella semplificazione dei rapporti tra cittadini e P.A.
ONLINE IL QUINTO NUMERO DEL GAZZETTINO DEL CODACONS
E’ online il quinto numero del gazzettivo del codacons . Potrete leggere appuntamenti, approfondimenti su normative, e problematiche locali.
Potete scaricarlo cliccando sul link sottostante:
Trivelle, ecco cosa cambia col referendum di domani
(fonte www.focus.it) Domenica 17 aprile gli italiani sono chiamati a votare un referendum che, per la prima volta, non è stato richiesto attraverso una raccolta di firme da parte dei cittadini ma voluto dalle Regioni col sostegno di alcune associazioni ambientaliste. Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Liguria, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto hanno ottenuto dallo Stato Italiano di porre agli elettori il seguente quesito:
2 – SÌ: CHE COSA SUCCEDE SE PASSA IL “SÌ”
Le concessioni attualmente attive non potranno essere rinnovate alla scadenza, anche se il giacimento non fosse esaurito. Se invece il referendum non raggiunge il quorum, oppure se passa il NO, le attuali norme non saranno modificate e le richieste di rinnovo delle concessioni saranno valuate secondo l’iter stabilito, ed eventualmente prorogate.
QUALI ARGOMENTI PRESENTA CHI SOSTIENE IL “NO”
Ridurre l’estrazione di idrocarburi dai nostri giacimenti comporta maggiori importazioni: oltre all’impatto sulla bilancia dei pagamenti, sul versante ambientale questo aumenterebbe il numero di petroliere che transitano nei nostri mari, con tutti i problemi di inquinamento che ciò comporta. In più, nel lungo periodo si perderebbero migliaia di posti di lavoro tra diretti e indotto.