FERROVIE INEFFICIENTI:SI ALL’INDENNIZZO, MA SI ANCHE ALL’AZIONE RISARCITORIA

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Il Gruppo Ferrovie dello Stato ha fatto sapere tramite una nota ufficiale che è intenzionato a “risarcire” i passeggeri per i ritardi che si sono verificati il 17 dicembre scorso sulla rete ferroviaria.

Nello specifico gli “indennizzi” saranno emessi sotto forma di bonus utilizzabili per acquistare nuovi titoli di viaggio.

Il Codacons Vda invita tutti i passeggeri che faranno richiesta di tale “indennizzo” a non firmare assolutamente nessuna rinuncia all’azione risarcitoria.
I passeggeri devono avere ben chiaro – affermano le associazioni – che hanno diritto sia alla restituzione di quanto speso per il biglietto che di ottenere un equo risarcimento per il danno subito a causa del ritardo dei treni su cui viaggiavano. Inoltre – hanno aggiunto – non è accettabile che, dopo tutte le vessazioni subite a causa dell’inefficienza della linea ferroviaria, venga data questa “bufala” ai viaggiatori, infatti, la restituzione è un dovere per Fs che deriva dalla sostanziale mancata prestazione del servizio promesso.

Vi diamo appuntamento al 13 gennaio 2011 per una manifestazione di protesta davanti la sede di Ferrovie dello Stato.

Il Codacons ha intenzione di presentere  una denuncia per interruzione di pubblico servizio per quanto accaduto nei giorni scorsi  sulla Freccia Rossa Milano-Salerno ed una all’Antitrust per abuso di posizione dominante.


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FERROVIA TORINO-AOSTA – RIPRISTINARE CONDIZIONI DI CIVILTA’

Ferrovia Torino-Aosta.
Ripristinare condizioni di percorribilità con tempi certi e condizioni di viaggio normali. I pendolari valdostani  hanno inviato un esposto al Prefetto in cui si chiede di  “ ripristinare le condizioni di civiltà sui treni”.
Anche il Codacons Vda sta seguendo da vicino la vicenda ed è intenzionato a a sostenere ogni iniziativa utile al riguardo nonchè a mantenere una vigile attenzione sull’argomento.

http://pendolaristanchivda.wordpress.com

Link utile per inviare segnalazioni e reclami all’azienda Fs >>>

Si consiglia sempre di inviare per conoscenza la segnalazione al Codacons Vda.

Ecco gli esiti dell’incontro del giorno 29 dicembre 2010  >>>

Sanità: il Codacons Vda incontra l’Asl Valle d’Aosta

Lunedì 20 dicembre 2010 è previsto un incontro tra le associazioni dei consumatori e l’Asl Valle d’Aosta.
Si riporta  l’ordine del giorno proposto dal Codacons Vda:
Prevenzione e sicurezza della struttura ospedaliera Parini di Aosta
Cup: analisi andamento dei tempi di attesa e contestuale richiesta di inserimento nell’attuale Cup di tutte le visite specialistiche
Cup: inserimento e gestione nella relativa procedura  degli interventi chirurgici e della libera professione intramoenia
Iniziative previste  per il 2011 in relazione al progetto “audit civico sanitario”
Esame e confronto sugli obiettivi assegnati (anno 2009, 2010)
Obiettivi di  razionalizzazione della spesa assegnati
Iniziative  finalizzate alla riduzione dei ricoveri ospedalieri inappropriati
Terapia del dolore: obiettivi e iniziative previste per il 2011.
Si invitano gli associati ed i cittadini interessati a far pervenire ogni utile consiglio e/o suggerimento.
Per approfondire le richieste avanzate dal Codacons Vda sul piano della salute anni 2010-2012 leggi il seguente articolo >>>

Fisco: canone RAI è la tassa più evasa dai contribuenti italiani

E’ la tassa concessione televisiva, meglio nota come Canone RAI, la tassa più evasa dai contribuenti italiani. Questo risultato emerso dallo studio sulle imposte più evase dagli Italiani, condotto da KRLS Network of Business Ethics, per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani.

Dalla ricerca, si legge in una nota, è emerso che l’evasione del Canone RAI delle famiglie si attesta intorno al 41% con punte che arrivano fino al 87% in alcune regioni quali Campania, Calabria e Sicilia, mentre quello delle imprese si attesta intorno al 96%.

In Italia esistono due canoni: quello ordinario, dovuto dalle famiglie, e quello speciale, dovuto dalle imprese, lavoratori autonomi, enti pubblici, enti pubblici non economici, enti privati. Ma se il canone ordinario è dovuto per il possesso di “apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”, il canone speciale si paga anche per il possesso di computers e/o monitors e altri apparecchi multimediali (videofonino, videoregistratore, iPod, sistemi di videosorveglianza, ecc.) posseduti dalle imprese o enti pubblici o privati.
L’evasione del canone RAI delle famiglie, che già nel 2005 ammontava al 22%, è balzata, nel 2010, al 41% (contro l’8% della media europea) e, si stima che nel 2011 arriverà al 43%.

Tra i maggiori evasori del Canone Rai figurano le famiglie residenti nelle province di Caserta, Ragusa e Catanzaro, dove l’evasione sfiora il 90% delle famiglie. All’opposto le province più virtuose sono quelle di Aosta, Ferrara e Pisa dove l’evasione si attesta al 12%.

Ma l’evasione maggiore si riscontra nelle imprese. Secondo i dati in Italia esistono circa 4,5 MLN di imprese di cui il 98% collegata con Internet con almeno un computer, per cui almeno 4,4 MLN di imprese dovrebbero pagare il canone speciale. Ma dai dati pubblicati dalla RAI risulta che i canoni speciali riscossi ogni anno sono meno di 180 mila, per cui almeno 4,2 MLN di imprese, non pagano il canone con un 95% di evasione.

Limitandosi ad applicare il canone speciale base di 195,31 euro a 4,2 milioni di imprese, l’evasione e’ di 820 MLN di euro. E se si considera che oltre alle imprese devono pagare il canone anche i lavoratori autonomi, i circoli, le associazioni, le fondazioni, le sedi di partiti politici, gli istituti religiosi, gli artigiani, le scuole e gli enti pubblici e che il canone speciale va pagato per ciascuna sede o ufficio, e che lo stesso varia da 195,31 a 6.510,13 euro l’anno a seconda della tipologia commerciale, Lo Sportello del Contribuente stima che l’evasione del canone speciale supera il miliardo di euro l’anno.
Tra i maggiori evasori del Canone Rai figurano le imprese con sede nelle province di Milano, Venezia, Torino e Roma dove l’evasione sfiora il 98% delle imprese. All’opposto le province più virtuose sono quelle di Aosta, Napoli, Pescara e Firenze dove l’evasione si attesta al 92%.
In assoluto i contribuenti più fedeli restano quelli della Valle d’Aosta, Toscana, Emilia-Romagna e Puglia ma in buona posizione si piazzano anche aventi sede nelle regioni meridionali dell’ Abruzzo, Molise, Puglia e Campania.

L’Italia non ha il canone più alto per le famiglie. In Europa, il record del canone più esoso appartiene all’Islanda con 346 euro, seguita dalla Svezia e Finlandia dove la tassa è pari rispettivamente a 210 e 208,5 euro, dalla Germania con 206 euro, dall’Inghilterra con 176 euro e dalla Francia con 116 euro. All’estremo opposto troviamo la Spagna, il Portogallo, Olanda e Ungheria dove gli utenti non pagano il canone per vedere la TV pubblica.

Perché si evade? Dall’ indagine dell’Associazione Contribuenti Italiani è emerso che il 36% delle famiglie non paga il canone perché c’è la pubblicità sulla TV pubblica, il 31% per la scarsità dei controlli e la percezione che se chi evade non viene punito, il 24% per la scarsità qualità dei programmi e la troppa presenza della politica in TV e solo il 9% perché non ha soldi, mentre l’83% delle imprese evade perché l’Amministrazione finanziaria, durante le verifiche fiscali non richiede le attestazioni del pagamento del canone, nè lo sanziona.

“L’abbonamento alla RAI è una tassa e come tale va pagata – afferma Vittorio Carlomagno presidente dell’ Associazione Contribuenti Italiani – Ed è incredibile che l’amministrazione finanziaria dimentichi di richiedere il pagamento della tassa di concessione governativa durante le verifiche generali, pur avendo la delega all’accertamento”.