Saper leggere le etichette del latte

Il latte in cartone, quando non è venduto dopo un determinato termine di

tempo, è rispedito in fabbrica per essere pasteurizzato un’altra volta.

Questo processo può ripetersi fino a 5 volte, cosa che conferisce al latte

un sapore diverso da quello iniziale, aumentando la possibilità di cagliare

e riduce significativamente la sua qualità, nonché anche il valore nutritivo

diminuisce.

Quando il latte ritorna sul mercato, il piccolo numero che vedete dentro il

cerchietto nella foto  viene modificato.

Questo numero varia da 1 a 5.

Sarebbe conveniente comprare il latte quando il numero non supera il 3.

Numeri superiori comportano una diminuzione nella qualità del latte.

Questo piccolo numero si trova nella parte inferiore del cartone; se compri

una scatola chiusa, è sufficiente controllare uno dei cartoni, tutti gli

altri avranno lo stesso numero.

Ad esempio: se un cartone ha il numero 1, vuol dire che è appena uscito

dalla fabbrica; ma se ha il numero 4, significa che è già stato

pasteurizzato fino a 4 volte ed è stato rimesso sul mercato per essere

venduto.


FacebookTwitterGoogle+LinkedInCondividi

I rincari di Ryanair

Nuovi rincari per i viaggiatori che scelgono la compagnia low cost. Alle prenotazioni dopo il 7 aprile verranno applicati dai 15 ai 20 euro in più sui bagagli in stiva. L’associazione si difende dichiarando di voler incentivare i viaggi “leggeri”, ma i consumatori dovranno capire è possibile seguire questa nuova tendenza. Il bagaglio a mano per ora rimane gratuito e si può portare fino a 10 kg.

Privatizzazioni: un nuovo conto per i consumatori

C’è chi sosteneva che con la privatizzazione i prezzi sarebbero scesi grazie alla concorrenza, eppure nell’indagine sugli “Obiettivi e risultati delle operazioni di privatizzazione di partecipazioni pubbliche” la Corte dei Conti non ha rivelato esattamente quello che speravamo.

Analizzando i vari settori e i prezzi dei servizi “si osserva una dinamica dei prezzi molto accentuata soprattutto nei settori dell’acqua, del gas e delle autostrade, e una forte riduzione nelle telecomunicazioni. Le relazioni annuali delle Autorità evidenziano come le privatizzazioni e l’attuale corso della presenza pubblica nei settori dell’energia e del gas non impediscano che le tariffe a carico di ampie categorie di utenti siano notevolmente più elevate di quelle richieste agli utenti degli altri paesi europei, e ciò in ragione del permanere di situazioni di monopolio di rete, come nel caso della distribuzione del gas”.

Oltre ad essere quindi aumentati i prezzi, per quanto riguarda gli oneri bancari a carico della clientela, siamo i tra i più alti tra i Paesi europei.

1998 2002 2006 2009
Elettricità 280 € 334 € 401 € 453 €
Gas 772 € 858 € 1.003 € 1.114 €

L’elettricità è calcolata su 2.700 kWh annui e il Gas è su 1.400 metri cubi annui.

2000 2005 2010
Rc-Auto + 73% + 130% + 164%
Pedaggi + 10% + 30% + 51%

Aumentati dal 1995

Costi medi di tenuta di un conto corrente
Italia 182 €
Francia 99 €
Inghilterra 64 €
Olanda 34 €

Fonti: Osservatorio Federconsumatori, Istat, Agcm

IL CODACONS: E’ STANGATA DI PASQUA!! PER UN PIENO + 10 EURO RISPETTO A PASQUA 2009

E’ maxi-stangata di Pasqua sul fronte dei carburanti. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato i dati relativi ai prezzi di benzina e gasolio, confrontandoli con i listini in vigore lo scorso anno nel periodo di Pasqua.
“Oggi la benzina ha toccato quota 1,419 euro al litro, mentre il gasolio arriva a costare 1,249 euro/litro. Lo scorso anno, in occasione delle vacanze di Pasqua, la benzina costava mediamente 1,214 euro/litro e il diesel 1,074 euro/litro. Visto che la matematica non è un’opinione – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – i conti sono presto fatti: chi deciderà di partire per le vacanze di Pasqua, dovrà mettere in conto rispetto allo scorso anno un aggravio di spesa pari a 10,25 euro per un pieno di benzina, e 8,75 euro per un pieno di gasolio’.
“Si tratta di aumenti stratosferici che peseranno come macigni sulle tasche degli automobilisti – prosegue Rienzi – Ancora una volta l’esodo degli italiani diventa l’occasione per rincari selvaggi alla pompa, a tutto beneficio delle compagnie petrolifere, dimostrando come nel nostro paese manchino del tutto strumenti in grado di limitare la crescita fuori misura dei listini, e controllare che l’andamento dei prezzi alla pompa sia in linea con le quotazioni internazionali del petrolio’.

Il pirogassificatore è un moderno inceneritore. Note a margine della decisione assunta dalla Regione Valle d’Aosta.

Il Consiglio Regionale del 24 marzo 2010 ha approvato a pieni voti, con la sola astensione del partito Alpe, il progetto di chiusura del ciclo dei rifiuti con un impianto di pirogassificazione, impianto che un recente studio del Politecnico, commissionato dalla provincia di Torino, ha paragonato senza mezzi termini a un inceneritore.

Nel corso del dibattito sono state fatte affermazioni dubbie e omissioni importanti:

1. Il molto sbandierato confronto pubblico, doveroso in democrazia, non ha mai preso in considerazione le soluzioni elaborate dalle associazioni, che l’assessore Zublena ha definito, intervenendo in Consiglio: “fantasiose”. Mai la nostra soluzione è stata messa a confronto in pubblico con quelle della Giunta e quando l’abbiamo presentata invitando la Regione al confronto non si è presentato nessuno a contestare i nostri dati.
2. Nemmeno è stato accettata l’ipotesi, sostenuta pubblicamente dallo stesso consulente della Giunta prof. Genon, di fare uno studio comparativo delle due ipotesi.
3. A differenza della pirogassifiucazione (un solo impianto attivo a livello industriale in Italia) la soluzione da noi delineata, il trattattamento meccanico biologico, è ben collaudata e potrebbe portare i rifiuti da smaltire in discarica (nel 2012 con una raccolta differenziata a norma di legge: 65%,) dalle attuali 45.000 tonnellate annue a circa 6.300 (lo spazio residuo in discarica è di circa 380.000 ton).
4. Il nostro scenario prevede di portare un residuo della frazione secca dei rifiuti, il CDR-Q, fuori regione (3 treni al mese) per utilizzarlo nei cementifici al posto di altri combustibili più inquinanti, con un beneficio complessivo nelle emissioni ambientali. Il contrario quindi della sindrome Nymby.

5. Riducendo la produzione di rifiuti del 20%, aumentando del 15% la raccolta differenziata (portandola all’80%) si può ragionevolmente ritenere di poter introdurre dopo 10 anni trattamenti innovativi ma sperimentati e chiudere il ciclo in Valle d’Aosta. Il comune di Ponte delle Alpi (8500 abitanti) è passato in un anno dal 25% all’80% di RD e, nello stesso periodo di tempo, ha ridotto i rifiuti del 40%. Per noi farlo in 10 anni è così “fantasioso”?

6. Piuttosto fantasiosa invece l’idea che la raccolta pubblica dell’umido non trovi utilizzi. Se l’assessore Zublena avesse accettato il confronto sulla nostra ipotesi avrebbe sentito con le sue orecchie le dichiarazioni dell’ing.Fracaro, direttore del centro di compostaggio di Asti, dove l’umido viene invece smerciato tutto, in quanto il suo acquisto viene incentivato economicamente.
7. Su questo tema si sono sottolineati i costi di una raccolta nelle vallate laterali, dove peraltro noi non l’avevamo proposta, immaginando invece per chi non pratica già in proprio il compostaggio domestico, quello collettivo come avviene per es in Svezia (i macchinari Joraform, jk 5100 servono circa 100 nuclei familiari).
8. Ci si preoccupa dei costi solo quando fa comodo. Ora stiamo andando a spendere 60 milioni di euro rispetto ai 20 del TMB.
9. La delibera lascia aperto un portone all’ipotesi di bruciare dentro questo nuovo tipo di inceneritore la discarica di Brissogne.

Un’occasione perduta, dopo tanti anni e soldi sprecati in fantasie su forni a griglia. Speriamo di di non doverci ritrovare in un futuro non troppo lontano davanti ad un altro “trenino di Cogne”.

Comitato Rifiuti Zero VdA, Legambiente VdA, Amici del Viale della Pace, Codacons Vda, Diritto al futuro.