INFLAZIONE: ISTAT, A GIUGNO RISALE AL 3,3% E SPESA CARRELLO RINCARA A +4,4%

CARRELLO PIU’ CARO  DI  642  EURO PER UNA FAMIGLIA DI 4 PERSONE

FRUTTA O ORO? CODACONS CHIEDE AL GOVERNO DI ACCORCIARE LA FILIERA ALIMENTARE

Secondo i dati provvisori resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione a giugno risale, passando al 3,3% dal 3,2% di maggio. Sale anche il carrello della spesa, che raggiunge un + 4,4% su base annua, in netta accelerazione rispetto a maggio (+4,2%).

Per il Codacons è particolarmente grave l’aumento dei prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza, dato che colpisce indistintamente ricchi e poveri.
Tradotto in termini di costo della vita significa che, su base annua, una famiglia di 3 persone spenderà, solo per fare la spesa di tutti i giorni, 594 euro in più, mentre per una famiglia di 4 persone la stangata sarà di 642 euro all’anno.
Per l’associazione di consumatori, poi, ha dell’incredibile il rialzo dei prezzi della frutta fresca, che su base mensile spiccano il volo con un + 9,6%. Una speculazione bella e buona, considerato che a giugno ci sono molte meno primizie rispetto a maggio e, quindi, i prezzi avrebbero dovuto semmai scendere. Evidentemente i fruttivendoli credono di vendere oro!
Il Codacons invita il Governo ad intervenire con una seria riforma nel settore della distribuzione, accorciando, attraverso meccanismi di incentivi e disincentivi, la filiera alimentare, decisamente troppo lunga, dato che ci possono essere anche fino a 7 passaggi prima che la frutta e la verdura giungano sulle nostre tavole.

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BENZINA: SCONTI NEI DISTRIBUTORI ESSO E IP

IL CODACONS: RISPARMI DA 8 A 10,5 EURO A PIENO. E’ LA PROVA CHE SE C’E’ CONCORRENZA I PREZZI CALANO

Il Codacons accoglie con soddisfazione gli sconti annunciati oggi da IP ed ESSO, che applicheranno sui carburanti riduzioni di prezzo rispettivamente di 16 e 21 centesimi di euro nei weekend.
“Bene così – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Finalmente abbiamo la dimostrazione che, quando c’è vera concorrenza, i listini di benzina e gasolio calano. Per le famiglie la promozione delle due compagnie petrolifere si tradurrà in risparmi da 8 a 10,5 euro a pieno”.
“La guerra agli sconti avviata da Eni è la prova tangibile dell’esistenza nel nostro paese di un ampio margine per una sensibile riduzione dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa – prosegue Rienzi – Ora però si dovrà capire perché finora questa riduzione non si è verificata, con danni enormi per gli automobilisti”.

SANITA’: LA CORTE DEI CONTI CONVOCA IL CODACONS PER LO SCANDALO DEGLI SPRECHI NEI VACCINI

MAGGIORE SPESA ANNUA PARI A 114 MILIONI DI EURO PER VACCINI INUTILI E PERICOLOSI. INFORMATA ANCHE LA PROCURA DELLA REPUBBLICA

La Corte dei Conti ha convocato per oggi il Codacons in merito allo scandalo dello spreco di soldi pubblici per vaccini pediatrici inutili se non addirittura pericolosi.
In Italia – spiega l’associazione – i vaccini obbligatori, contrariamente a quanto ritenuto dalla stragrande maggioranza dei genitori di bambini in età pediatrica, sono solamente quattro, cioè: 1- antidifterite, 2- antitetanica, 3 – antipoliomelite, 4 – antiepatite virale B.
A stabilirlo è il D.M. 7 aprile 1999, che individua anche i vaccini “non obbligatori” (l’antimorbillo-parotite-rosolia (MPR) 2 – la vaccinazione contro le infezioni invasive da Haemophilus influenzae b; altri vaccini non obbligatori spesso iniettati ai bimbi in età pediatrica sono l’antimeningococcica, l’antiparotite, l’antirosolia, etc…)
Tuttavia nelle ASL – denuncia il Codacons – anziché informare correttamente i genitori in merito alla disciplina legislativa sui vaccini obbligatori per legge e quindi effettuare solamente i quattro vaccini obbligatori ai bambini in età pediatrica, viene fornito ed iniettato ai piccoli un nuovo vaccino esavalente che contiene anche due vaccini facoltativi ossia pertosse ed infezioni da Haemophilus influenzale di tipo b.
Non sono disponibili in unica soluzione solamente i quattro vaccini obbligatori! Ciò appare gravissimo soprattutto perché sembra che la somministrazione polivalente dei vaccini (siano essi in unica formulazione o somministrati l’uno dopo l’altro in un’unica seduta vaccinale), come ovviamente accade a maggior ragione con la somministrazione dell’esavalente,  può comportare danni da sovraccarico e choc del sistema immunitario.
Sul fronte economico, la procedura comporta un evidente spreco di soldi pubblici a carico del SSN, che deve acquistare e somministrare 6 vaccini anziché i 4 previsti dalla legge. La maggiore spesa a carico della collettività è pari a 114 milioni di euro all’anno.
Il Codacons, che oggi illustrerà la questione alla Corte dei Conti, ha già inviato un esposto alla magistratura contabile, al Ministero della Salute e alla Procura della Repubblica di Roma, denunciando i fatti alla luce del possibili reati di truffa e abuso d’ufficio, e chiedendo di accertare il comportamento dell’AIFA Agenzia Italiana del Farmaco, essendo l’ente che autorizza nel paese la commercializzazione dei vaccini esavalenti oggi utilizzati nelle ASL Italiane.

ALIMENTARE: DUBBI DEL CODACONS SU ACETO VENDUTO IN BOTTIGLIE DI PLASTICA

L’ASSOCIAZIONE CHIEDE CHIARIMENTI AL MINISTERO DELLA SALUTE E A QUELLO PER LE POLITICHE AGRICOLE

Il Codacons ha presentato oggi una istanza al Ministero della Salute e  quello delle Politiche Agricole in merito alla recente commercializzazione in Italia di aceto venduto in confezioni di plastica.
“Numerose segnalazioni giunte all’associazione evidenziano dubbi e paure dei consumatori in merito alla messa in commercio di aceto in bottiglie di plastica – scrive il Codacons nell’istanza – I dubbi e le richieste dei consumatori, già spaventati e provati dalla nota vicenda della pericolosità dei biberon in materiale plastico, sono relative al fatto che, essendo l’aceto con un PH elevato, lo stesso a contatto con il PET possa sviluppare tossicità dannose alla salute. Ciò tenendo conto anche del fatto che una volta aperta la bottiglia, l’aceto non si consuma tutto in un breve tempo, e spesso il prodotto viene esposto alla luce ed al calore delle cucine per diverso tempo. Il dubbio, quindi, è che la bottiglia di plastica  possa  causare, in sinergia con l’aceto, danni alla salute a seguito del contatto aceto-plastica- ossigeno”.
Il D.P.R. N. 162 del 12.02.1962 – spiega l’associazione – all’art 28 espressamente prevede che: ”I mosti, i vini, i vini speciali e gli aceti devono essere posti in commercio per il consumo diretto in recipienti di vetro, di terraglia, di ceramica, di porcellana, di legno o altro materiale riconosciuto idoneo con decreto del Ministro per l’agricoltura e le foreste, di concerto con quello per la Sanità”. Vogliamo quindi sapere se la commercializzazione dell’aceto in bottiglie di plastica sia stata autorizzata dai due ministeri, e quali garanzie di sicurezza siano state assicurate ai consumatori.

FISCO: SANGALLI, IVA CAPORETTO FAMIGLIE E IMPRESE

CODACONS: CONSUMI ALIMENTARI PRO CAPITE COME NEL 1979

SE IVA AUMENTA DI UN PUNTO STANGATA DA 324 EURO PER UNA FAMIGLIA DI 3 PERSONE
Secondo i dati resi noti oggi dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, gli aumenti Iva tra il 2011 ed il 2014 rischiano di tradursi in minori consumi reali per circa 38 miliardi. Per le manovre correttive il Pil procapite nel 2012 tornerà ai livelli del 1999 ed i consumi delle famiglie italiane faranno un balzo indietro di quasi 15 anni, ai livelli del 1998.
Per il Codacons si tratta di previsioni drammatiche ed inquietanti ma purtroppo assolutamente realistiche. Per l’associazione di consumatori se i consumi delle famiglie torneranno ai livelli del 1998, i consumi alimentari pro capite nel 2012 scenderanno ai livelli del 1979, con un salto nel passato addirittura doppio, pari a 33 anni.
Anche rispetto all’aumento dell’Iva, il Codacons condivide la definizione di “Caporetto” delle famiglie utilizzata da Sangalli. Infatti, se anche il Governo decidesse, grazie alla spending review, di ridurre l’aumento dell’Iva ad un solo punto percentuale, dal 21 al 22% e dal 10 all’11%, si tratterebbe pur sempre, in assenza di arrotondamenti dei prezzi e di fenomeni speculativi,  di una stangata pari, come minimo, a 324 euro per una famiglia di 3 persone e a 433 euro per una di 4, soldi che le famiglie certo non hanno, dato che solo un terzo degli  italiani, dopo le varie manovre, riesce ad arrivare alla fine del mese senza problemi.
Inoltre, come dimostrano gli ultimi dati sul gettito Iva, con un calo di 2,903 miliardi rispetto alle previsioni del Governo relativamente al primo quadrimestre 2012, le troppe tasse indirette sul consumo avranno solo un ulteriore impatto recessivo a danno della tanto auspicata, ma mai cercata, crescita.