Commissioni bancarie, Commissione Finanze Camera approva decreto

Approvato senza modifiche dalla commissione Finanze della Camera il decreto sulle commissioni bancarie che sarà esaminato dall’Aula da lunedì prossimo per diventare definitivamente legge. Il provvedimento, con gli emendamenti approvati dal Senato, elimina le commissioni bancarie sugli scoperti fino a 500 euro, che non superino i 7 giorni consecutivi.

Critico il commento del capogruppo di Idv alla Commissione Finanze della Camera, Francesco Barbato: “Respingere in Commissione Finanze l’emendamento che spostava da 7 a 30 giorni il termine alle famiglie per rientrare dallo sconfinamento per far fronte ad esigenze primarie come pagare la retta universitaria di un figlio o altra spesa imprevedibile significa che i veri vampiri non sono solo i banchieri, ma questo Governo che consente di succhiare il sangue degl’italiani”.

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Spending review, Formez: nel primo trimestre 2012 tagliate 248 auto blu. Codacons: “Una goccia nel mare”

Nel primo trimestre del 2012 le amministrazioni pubbliche hanno tagliato 758 vetture: ne hanno acquisite 434 e dismesse 1.192. Il taglio delle auto blu è stato di 248, il 2,5% del parco totale di auto blu. E’ quanto risulta dal censimento sulle auto di servizio della PA avviato da Formez a dicembre scorso.

Il Formez ha anche avviato, da ieri, il monitoraggio sui costi e stima che, se si mantenesse questo trend di diminuzione, il risparmio annuale dei costi di gestione, acquisizione e accessori di tutto il parco auto pubblico (auto blu e auto grigie), sarebbe di circa 35 milioni di euro che diventano 105 milioni considerando il costo del personale.

Il taglio delle auto blu è maggiore nelle amministrazioni centrali, ad esempio nei Ministeri, dove le acquisizioni sono praticamente azzerate e le dismissioni nel trimestre sono state del 4% dell’intero parco auto censito, mentre nelle amministrazioni locali la riduzione è stata di circa l’1%.

Il 31% delle nuove acquisizioni sono state effettuate in proprietà, mentre il 66% sono noleggi e leasing. Il costo medio di acquisizione delle nuove auto è di circa 9.307 euro. La percentuale di auto blu e auto grigie con autista dismesse è risultata pari al 21% del totale delle auto dismesse. Le nuove acquisizioni hanno riguardato: nell’87% dei casi, auto grigie, e solo nel 13% dei casi auto blu o grigie con autista. Entro il 15 giugno è prevista la conclusione dell’indagine sui costi delle auto di servizio.

Secondo il Codacons il taglio di 248 auto blu rilevato nel primo trimestre del 2012 è “solo una goccia nel mare”, specie se paragonato all’esorbitante numero di autovetture pubbliche circolanti in Italia. “Nel 2011 il totale del parco auto delle pubbliche amministrazioni ammontava a 64.524 vetture – spiega il Presidente Carlo Rienzi – In pratica in Italia circolava una auto di Stato ogni 937 abitanti. Di fronte a questi dati, un taglio di 248 vetture appare una goccia nel mare, assolutamente insufficiente a ridurre con decisione la spesa pubblica e gli sprechi annessi”.

Il Codacons, ricordando la recente sentenza del Tar Lazio che ha accolto il ricorso dell’Associazione ordinando al Governo di rivedere i criteri con cui vengono assegnate le auto blu agli enti locali, chiede una riduzione molto più drastica al numero delle macchine di Stato, e l’introduzione di controlli sull’utilizzo che viene fatto delle stesse. “Oltre ad intervenire sulla quantità è necessario verificare che le auto blu in dotazione alla pubblica amministrazione siano realmente utilizzate per fini di servizio, e non per accompagnare le mogli degli assessori dal parrucchiere, a spese della collettività” – conclude Rienzi.

Treni difficili per disabili e ipovedenti, Codici raccoglie le denunce

Le ferrovie italiane viaggiano ormai a due velocità, non solo nel senso dei chilometri orari. C’è la parte dell’Alta Velocità dove si investe in qualità ed efficienza e c’è la parte dei treni pendolari che è quasi una bad company, dove sicurezza e qualità latitano sempre più. Il Codici denuncia le enormi difficoltà che si trova ad affrontare un disabile che decide di prendere il treno: un vero e proprio percorso ad ostacoli.

All’Associazione sono giunte numerose segnalazioni sulla carenza di servizi per le persone ipovedenti: le bacheche con le informazioni e gli orari sono molto profonde o hanno i bordi della facciata così grandi da coprire buona parte dei fogli. I monitor spesso sono posizionati troppo in alto oppure, nel caso degli lcd, sono poco leggibili. Il pericolo di sbagliare fermata, poi, è sempre in agguato, visto che il sistema satellitare spesso non funziona. Il servizio di annuncio delle fermate da parte del personale è spesso assente.

Inoltre il servizio di accompagnamento disabili viene effettuato solo nei giorni, negli orari e nei treni decisi da Trenitalia, che possono non corrispondere con quelli di cui ha bisogno il cliente. Solo nelle stazioni capoluogo di Regione, dove c’è l’assistenza disabili, se il personale non è impegnato, si può avere un accompagnamento al treno. Nelle altre stazioni, invece, la prenotazione di accompagnamento deve essere richiesta dalle 6 alle 48 ore prima. La prenotazione viene effettuata telefonicamente allo 063000 o all’199303060, numeri che molto spesso sono occupati per ore o riportano interruzioni tecniche rendendo impossibile il servizio necessario.

Si fa poi fatica a riconoscere il personale del servizio di accompagnamento, poiché le divise non sono ben identificabili. Una volta saliti sul treno, le difficoltà non finiscono: il numero ridotto di carrozze e dei posti sui treni IC e AV, ES non facilita certo la situazione. Il Codici ha più volte tentato di sollecitare i dirigenti di Trenitalia a risolvere le problematiche sopra citate, considerando anche l’elevata rilevanza di una condizione sociale che riguarda in Italia ben 1,5 milioni di persone. Ma le risposte da parte del gruppo societario non sono ancora arrivate.

“I servizi per i disabili hanno gravi carenze, sono insufficienti e quando sono presenti spesso riportano malfunzionamenti – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Per questo motivo il Codici invita i cittadini a segnalare all’associazione le problematiche incontrate e sollecita ulteriormente i dirigenti di Trenitalia ad impegnarsi per migliorare una situazione divenuta ormai insostenibile”.

7 maggio: Euromelanoma Day, la cura passa per la prevenzione

Ricorrerà il prossimo 7 maggio la terza edizione dell’Euromelanoma Day, la campagna informativa organizzata da SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse – che prevede incontri informativi con dermatologi su prevenzione e diagnosi precoce del melanoma e dei tumori della pelle presso i Centri Dermatologici italiani.

Un recente studio tedesco ha sottolineato, ancora una volta , che prevenzionescreening della pelle possono diminuire notevolmente l’incidenza del melanoma.

“La prevenzione del melanoma – ha dichiarato Ketty Peris, Direttore della Clinica Dermatologica Universitaria de L’Aquila – inizia anche con un’adeguata esposizione solare. Da un recente studio, che abbiamo condotto in collaborazione con le Università di Graz e l’Arcispedale di Reggio Emilia, emerge, infatti, che circa il 5% di tutti i soggetti con nevi che si espongono al sole applica la crema solare protettiva solo sui nevi piuttosto che sull’intera superficie corporea. Si tratta di un’abitudineprofondamente sbagliata poiché solo una minoranza dei melanomi deriva dalla trasformazione maligna di un nevo pre-esistente; la maggior parte di questi tumori insorge invece sulla cute sana. Per una corretta prevenzione – ha concluso la Prof.ssa Peris – è fondamentale, quindi, che l’applicazione delle creme protettive con alto filtro solare avvenga su tutta la superficie cutanea.”

Il melanoma è un tumore maligno, quello più aggressivo tra tutti i tumori della pelle in termini di mortalità, e colpisce principalmente la popolazione caucasica  tra i 40 e i 60 anni: secondo il rapporto AIRTUM 2009 (Registro Italiano Tumori), in Italia ogni anno si registrano circa 14 nuovi casi di melanoma ogni 100.000 uomini,  oltre 13 casi ogni 100.000 donne.

Il melanoma è in aumento tra i giovani ed è al IV posto dopo mammella, tiroide e linfoma di Hodgkin. I giovani italiani che convivono con un tumore sono quasi 200.000, di cui 15.391 con melanoma.

“Per il melanoma il tasso di sopravvivenza5 anni è pari all’81% – ha commentato la Prof. ssa Caterina Catricalà, Direttore del Dipartimento di Dermatologia Oncologia dell’IFO Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma – ed è fortemente influenzato dallo stadio di avanzamento della patologia. Per questa ragione è fondamentalela diagnosi precoce che prevede, per le persone a rischio, uno screening dal dermatologo munito di dermatoscopio almeno una volta l’anno, un autocontrollo periodico ogni 2-3 mesi di tutta la superficie cutanea e la visita dal dermatologo quando si osserva nel nevo un cambiamento di colore, forma, dimensione oppure quando ne compare uno nuovo.”

RC Auto, salta tariffa unica per virtuosi. Consumatori contro intervento del MISE

La tariffa unica Nord-Sud per gli automobilisti virtuosi, introdotta con la legge sulle liberalizzazioni, è saltata per un’interpretazione del Ministero dello Sviluppo Economico. L’art. 32 del decreto prevede, infatti, che “per le classi di massimo sconto, a parità di condizioni soggettive ed oggettive, ciascuna delle compagnie di assicurazione deve praticare identiche offerte”. Ma secondo il MISE quest’obbligo è in contrasto con il principio di libertà tariffaria affermato dalla normativa comunitaria.

E’ quanto ha scritto il Ministero all’Isvap che ha poi diffuso una circolare in meritoIl MISE ha quindi ritenuto che “una ragionevole e legittima interpretazione della norma dovrebbe includere nelle differenziazioni tariffarie, possibili anche per le classi di massimo sconto, quelle legate alle oggettive differenze delle condizioni di rischio rilevate nei singoli territori (frequenza dei sinistri, livello dei risarcimenti, ecc.)” e che, “per non vanificare la norma, si deve ritenere che da un lato impone una più stringente applicazione e dimostrazione da parte delle imprese di assicurazione di criteri oggettivi di definizione dei meccanismi tariffari per questo specifico aspetto di articolazione territoriale, dall’altro impone all’intero sistema assicurativo un obiettivo di progressiva riduzione anche delle residue e giustificate differenze tariffarie territoriali, in concomitanza con il realizzarsi degli effetti di riduzione dei sinistri e delle frodi”.

Questa interpretazione non è piaciuta a Federconsumatori e Adusbef che contestano anche le motivazioni fornite dal Ministero. Ad esempio, ”il concetto di territorio potrebbe un domani configurare tariffe municipali o di comunità montane”. “L’ emendamento approvato aveva un obiettivo chiarissimo: cercare di porre rimedio ad una situazione che in alcune zone del Sud aveva toccato livelli drammatici – denunciano le Associazioni – Si voleva quanto meno per gli automobilisti virtuosi cercare di metterli su un piano di parità sul territorio nazionale”.

Secondo le Associazioni ”non è condivisibile l’atteggiamento del Ministero che si è allineato, come avviene spesso, sulle posizioni delle compagnie. Ma se il problema esiste e c’era stato il tentativo di porre rimedio, si doveva intervenire  cercando di trovare soluzioni. Purtroppo in questo modo si svuota la norma ma non si risolve il problema. Ormai è tempo di intervenire in modo risolutivo su un sistema bonus/malus che è sempre di più diventato un sistema malus/malus. La situazione in alcune zone del Sud ormai è insostenibile. Gli abusi che le compagnie commettono ai danni degli assicurati con disdette strumentali, svuotando la legge dell’obbligo a contrarre, sono ormai una norma – denunciano le Associazioni.

Stiamo parlando comunque di un settore dove, “solo negli ultimi 3 anni, ci sono stati ncrementi tariffari del 32% pari a 311 euro annui in più”. “Anziché aiutare le compagnie si aiutino i cittadini attraverso verifiche e controlli, norme per una maggiore competitività di sistema, obblighi a contrarre anziché fuggire le proprie responsabilità come già denunciato all’Isvap ed all’Antitrust. Tutto ciò – sostengono Rosario Trefiiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Adusbef e Federconsumatori –  per calmierare le tariffe così esose da comportare fenomeni diventati rilevanti quali la fuga dalla assicurazione obbligatoria e l’utilizzo di contrassegni falsi”.

Uno studio condotto da Supermoney ha dimostrato che le differenze tariffarie possono pesare come macigni sulle tasche dei consumatori: un automobilista modello napoletano paga oltre il 240% in più rispetto a un “cugino” padovano o milanese, un residente a Bari oltre il 160% in più.

E, paradosso dei paradossi, gli italiani oggi sono diventati più prudenti: la classe Bonus-Malus dell’automobilista medio è la quarta, un risultato abbastanza positivo. E’ quanto è emerso daun’indagine condotta da Facile.it, comparatore online del settore RC auto, su un campione di oltre un milione di preventivi di rinnovo della polizza auto. Addirittura ben il 47% del campione ha una prima classe Bonus-Malus. Certo su questo risultato ha inciso l’età media di chi guida nel nostro Paese, circa 40 anni, e il fatto che sono stati compresi anche i preventivi di chi ha dichiarato di aver usufruito delle agevolazioni della Legge Bersani ereditando la classe di merito di un familiare convivente.

“L’analisi dei preventivi di rinnovo – dichiara Alberto Genovese, Amministratore Delegato di Facile.it – dimostra come il profilo assicurativo degli italiani stia progressivamente migliorando, soprattutto per coloro che si rivolgono ai comparatori e ben sanno che confrontando le tariffe di varie assicurazioni possono trovare chi valorizza al meglio il loro buon comportamento di guida”.

Certo il panorama degli automobilisti italiani è variegato: avvantaggiati forse da un numero maggiore di anni passati dietro al volante, gli uomini hanno mediamente una classe di merito migliore rispetto a quella delle donne: in  quarta i primi, in quinta le seconde. Anche la professione incide: i più prudenti sono i pensionati, i vigili urbani e gli altri appartenenti alle forze armate (60,5%). Più sfortunati gli studenti (solo il 14,6% è in prima classe, dato che comunque comprende anche chi ha usufruito dei vantaggi della legge Bersani), gli operai e i disoccupati, rispettivamente con il 44,8% e 46,7% di cittadini in prima classe di merito.

Infine, la Regione più virtuosa è il Veneto, seguita dal Molise e dalla Valle d’Aosta. Si comportano peggio, invece, i cittadini di Puglia (39,8%), Calabria (41,7%) e Lombardia (42,5%).