Equitalia: stop ai pignoramenti diretti su stipendi e pensioni
Stop ai pignoramenti diretti sui conti correnti bancari e postali, dove vengono versati i soldi di lavoratori e pensionati. Lo stabilisce una circolare interna di Equitalia. La procedura esecutiva, precisa la nota, andrà attivata su datori di lavoro ed enti pensionistici nel solo caso in cui il reddito o la pensione in questione superino i 5 mila euro.
La decisione è contenuta in una circolare sottoscritta dal responsabile della divisione riscossione di Equitalia, Giancarlo Rossi, trasmessa agli amministratori delegati e ai direttori generali di tutte le società di riscossione partecipate.
Le azioni di pignoramento diretto sul conto corrente – si legge nella nota – saranno attivabili “solo dopo che sia stato effettuato il pignoramento presso il datore di lavoro e/o l’ente pensionistico e che, in ragione delle trattenute accreditate, il reddito da stipendio/pensione, risulti pari o superiore a 5.000 euro mensili”.
La limitazione imposta all’attività esecutiva, dunque, verificato il limite dei 5.000 euro, riguarderà solamente il prelievo sui conti correnti, mentre per le procedure di pignoramento presso il datore di lavoro o l’ente pensionistico troveranno applicazioni le regole tradizionali (pignorabilità di un decimo dello stipendio sotto i 2.500 euro mensili di reddito, un settimo tra 2.500 e 5.000 euro e un quinto per gli importi eccedenti la predetta soglia).
Autore: c.b.
l’eccessiva attività fisica può avere effetti negativi a livello cellulare?
In questo secondo incontro, abbiamo chiesto al nostro esperto, quali danni può causare lo sport agonistico.
L’attività fisica comporta uno sbilanciamento temporaneo tra la produzione di radicali liberi e il loro smaltimento “stress ossidativo”.
La pratica sportiva continua, in genere induce nel nostro organismo un aumento delle difese endogene contro questo tipo di stress diminuendo quindi i danni.
Allo stesso tempo durante l’attività agonistica abbiamo un fabbisogno maggiore di antiossidanti.
Se durante l’allenamento non si controlla il livello di danno ossidativo si rischia di arrivare ad uno stress ossidativo con le conseguenti ripercussioni.
L’esercizio fisico, lo sport e soprattutto l’attività agonistica non sono scevri da effetti collaterali,che vanno tenuti in debita considerazione ed eventualmente “vigilati” e, se possibile, prevenuti.
Tutto questo perché il metabolismo aerobico durante l’esercizio fisico aumenta, incrementando a sua volta, la produzione di radicali liberi.
La possibilità di misurare in forma accurata, con un metodo semplice e rapido, lo stato ossidativo di un sistema biologico appare, alla luce dei nuovi traguardi della medicina, di fondamentale importanza per la diagnostica clinica, nonché indispensabile nella prevenzione dello stress ossidativo e monitorare l’efficacia di terapie antiossidanti che sempre più stanno trovando impiego nella pratica medica.
Il primo punto per comprendere questo fenomeno dello stress ossidativo nell’attività agonistica è conoscere dove si verifica un incremento della produzione di radicali liberi all’interno della cellula muscolare durante l’attività sportiva.
I radicali vengono prodotti da cellule del sistema immunitario ad azione fagocitaria che smaltiscono i prodotti del danno cellulare.
Come molte volte ribadito, l’interesse per i radicali liberi è dovuto in particolar modo al danno cellulare che essi provocano; occorre tenere in considerazione quindi
a) dove sono localizzati i danni prodotti dai radicali
b) i metodi per verificare l’entità dei danni (cioè i marcatori fisiologici)
COME SI ESEGUE IL TEST PER LA VALUTAZIONE DELLO STRESS OSSIDATIVO?
SU UN CAMPIONE DI SANGUE CAPILLARE,PRELEVATO DAL POLPASTRELLO DI
UN DITO DELLA MANO.
SI ESEGUONO SIMULTANEAMENTE 2 TESTS: dROMs = capacita’ ossidante – BAP= capacità antiossidante.
PER L’ESECUZIONE DI ENTRAMBI I TESTS OCCORRONO CIRCA 20 MINUTI ED IL RISULTATO VIENE CONSEGNATO SUBITO.
REDATTO DA MT CASELLI
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CHE COS’E’ IL 5 X 1000
La norma relativa al 5 per mille, contenuta nel DL 273/05 successivo alla Legge Finanziaria, è diventata operativa con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.22 del 27 gennaio 2006.
In base al decreto, il 5 per mille delle imposte dovute allo Stato può essere destinato, a scelta del contribuente, a favore di:
- Onlus, ONG e cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, associazioni e fondazioni riconosciute
- enti di ricerca scientifica e universitaria
- enti di ricerca sanitaria
- attività di assistenza sociale promossa dal proprio Comune di residenza
La scelta del 5 per mille si aggiunge all’opzione del classico 8 per mille destinato allo Stato, alla Chiesa Cattolica e ad altre confessioni religiose che hanno raggiunto un’intesa con lo Stato Italiano.
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