Riformare assolutamente il medico di base. Qualcuno, dall’altra parte delle Alpi, la pensa come noi.

(tratto dal corriere del trentino: http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2015/09/05/news/medici-a-tempo-pieno-contro-le-code-in-ospedale-1.12037146)

Pronto soccorso, Zeni esclude aumenti dei ticket come auspicato dal primario «Puntiamo invece su una rete di ambulatori privati vicini al cittadino»di Luca Pianesi

TRENTO. Il problema delle code al Pronto Soccorso non si risolve semplicemente aumentando i ticket per quei pazienti che non stano poi così male (quelli ai quali negli ospedali verrà attribuito il codice bianco o il codice verde). Almeno non è questa la strategia che intende adottare l’assessore alla sanità della Provincia Luca Zeni che vuole, invece, puntare sempre di più su una rete efficiente e strutturata di medici di base al servizio del cittadino per gli interventi di primo soccorso e le diagnosi. Tanto più alla luce del fatto che i ticket, come strategia per “scoraggiare” gli utenti da codice bianco e verde, non hanno dato gli effetti sperati: da gennaio ad agosto 2015, infatti, come riportato sul Trentino di ieri sono stati 151.423 gli accessi ai reparti di pronto soccorso trentini rispetto ai 149.962 dello stesso periodo del 2014. Con un aumento quindi dell’1% circa, in contro tendenza rispetto alle aspettative dell’azienda sanitaria. E sempre ieri, sul nostro giornale, era il primario del pronto soccorso di Trento Claudio Ramponi ad auspicare un aumento dei ticket (oggi di 25 euro per i codici bianchi e di 50 euro per le prestazioni diagnostiche per codici bianchi e verdi). «I ticket attuali non sono sufficienti – spiegava Ramponi – come deterrente per i troppi codici bianchi che si rivolgono in maniera ingiustificata alle nostre strutture di emergenza».

«Aumentare i ticket sarebbe forse la soluzione più semplice per tentare di risolvere il problema delle code nei pronto soccorso. Ne siamo consapevoli – spiega l’assessore Zeni – ma non è la strategia che intendiamo percorrere noi. La chiave, per quanto mi riguarda, invece sta nella valorizzazione della rete dei medici di base. Dobbiamo creare delle strutture dove possano operare più medici in maniera coordinata; degli ambulatori che permettano al cittadino di essere visitato e curato anche se non c’è il suo medico di famiglia. Quello della diagnosi, infatti, è il momento centrale di tutto l’intervento sanitario. Parte tutto da quella fase. Per questo bisogna valorizzare al massimo la figura dei medici di base». Per farlo l’assessore ha già dato il via a una serie di colloqui informali con sindacati e medici e intende nei prossimi mesi incontrare tutti gli attori coinvolti in questa riforma. «Il processo infatti è meno semplice di quanto si possa immaginare – prosegue Zeni – perché se molti medici si sono dimostrati molto ben disposti e interessati al progetto ce ne sono altri che sono più restii al cambiamento. D’altronde non dobbiamo dimenticare che i medici di base sono dei professionisti e che in quanto tali puntano anche al profitto. Profitto che si basa anche sul numero di pazienti che hanno quindi un sistema che metta in rete dottori e utenti non è banale da realizzare».

Gli interventi tesi a favorire questo processo sarebbero calibrati, da parte della Provincia, in primis su un sistema di sgravi che faciliti l’aggregarsi dei medici. «Abbiamo pensato per esempio ad incentivi per dotarli degli edifici ambulatoriali – completa l’assessore alla sanità – o per favorire la mobilità dei medici ma non vogliamo che questo processo si traduca in una semplice occasione di monetizzazione per loro. La discussione è aperta e vogliamo sia orientata anche al principio di responsabilità. La consapevolezza di tutti deve essere quella che se si riesce a creare queste strutture, o a potenziare quelle già esistenti in alcuni territori, si permetterà agli ospedali di lavorare in maniera più efficace e si darà al cittadino un servizio di primo intervento pratico e immediato».

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medico di base, un servizio completamente da rivedere.

’introduzione dei ticket da 25 euro per il pronto soccorso e da 15 euro per le prestazioni ad alto contenuto tecnologico segnala una chiara sofferenza all’interno della gestione delle risorse pubbliche.

E’ ovvio che trovandosi a decidere tra l’abbassamento del livello qualitativo o la richiesta di un ulteriore sforzo al cittadino, siamo anche disposti a mettere del nostro, ma il problema ha radici più profonde.

E’, invece, importante capire il perché dei tanti accessi al pronto soccorso. Non è certo come vorrebbero farci intendere un capriccio della gente. Sembrerebbe quasi che la popolazione valdostana invece di fare la passeggiata in centro od andare al supermercato si recherebbe in ospedale per una visita in Pronto Soccorso.

Sarebbe importante piuttosto comprendere le motivazioni sottese a questo “eccessivo” afflusso di cittadini al servizio si Pronto Soccorso.

Sicuramente l’innalzamento delle aspettative di vita ha inciso notevolmente, ma la nostra sensazione è che ci sia dell’altro. Due sono, infatti, secondo noi le principali cause:

  • un servizio del medico di base assolutamente inadeguato all’era in cui viviamo.
  • Un incremento delle patologie gravi.

Concentriamo sul primo punto. Fino a qualche decennio fa il medico di famiglia di recava a fare visite a casa perfino per diagnosticare una banale influenza e con i pochi strumenti a sua disposizione trovava sempre la miglior soluzione, seguiva i suoi pazienti per tutto il corso della loro vita e sporadicamente sollecitava analisi più approfondite da effettuare in ospedale.

Oggi, invece, riuscire ad ottenere una visita con il proprio medico di famiglia è diventata un’impresa! Distrincandosi tra, telefonate, assenze, ed appuntamenti vari, si rischia di essere visti giorni e giorni dopo la manifestazione di effettiva necessità.

Ci si reca, quindi, dal medico di famiglia solo per avere il certificato di malattia da presentare a lavoro, ma per tutto il resto e soprattutto quando si manifestano malesseri si va al pronto soccorso.

Non sono rari gli episodi in cui patologie serie e gravi sono state trascurate proprio per aver inconsapevolmente seguito l’iter del medico di base.

Gli studi associati tra medici anziché essere d’aiuto ai pazienti, sono serviti solamente a diminuire i costi delle strutture caricando, nella maggior parte delle giornate, i pazienti di 3/4 medici su uno solo con tutti i relativi disagi. Come se ciò non fosse sufficiente, i medici di famiglia affrontano il paziente e le sue patologie con gli stessi strumenti di 50 anni fa. Solo pochissimi di loro si sono dotati di strumenti diagnostici come ad esempio l’ecografo, dotazione che eviterebbe certamente l’esagerato afflusso in pronto soccorso.

Di non marginale importanza è anche la seconda considerazione, ossia il considerevole aumento delle patologie gravi, su cui poca informazione viene fatta, specialmente dal punto di vista ambientale, e di stimolo al cambiamento degli stili di vita.

E’ innegabile che una maggiore attenzione a queste problematiche consentirebbe un minor costo per l’amministrazione ed un maggiore beneficio per il cittadino malato.

 Aosta -Torino, il Codacons Vda sull’aumento dei biglietti: “Assolutamente contrari”

Questa volta a gravare sul sistema dei trasporti valdostano oramai al tracollo é il trasporto su gomma. Ad aggiungere acqua ad un vaso oramai pieno, ci pensa la società Savda S.p.A. con l’aumento di oltre il 25% del costo relativo alla tratta Aosta-Torino. La problematica dei trasporti sta diventando un vero e proprio dramma per molte famiglie valdostane, che in questi giorni stanno subissando di segnalazioni il nostro ufficio. Ciò che rende la situazione paradossale è che la quasi totalità delle società di trasporto regionali sono sovvenzionate con soldi pubblici e, quindi, oltre al danno ci troviamo davanti ad una bella e propria beffa.

Chiederemo quindi alla Regione di contribuire ed intervenire in maniera più significativa nel rimborso dei costi dell’isolamento a cui sono condannate le famiglie valdostane, tra le proposte la richiesta di fruizione gratuita per i residenti dell’autostrada A5.

 

UFFICIALIZZATE LE DATE PER LA SELEZIONE PER IL SERVIZIO CIVILE

BANDO DEL DIPARTIMENTO DELLA GIOVENTU’ E DEL SERVIZIO CIVILE

NAZIONALE PER LA SELEZIONE DI VOLONTARI DA IMPIEGARE IN PROGETTI DI

SERVIZIO CIVILE IN ITALIA

ATTENZIONE:

1) Unitamente all’elenco degli ammessi sono pubblicate anche le informazioni relative ai colloqui.

2) La presente pubblicazione ha valenza di notifica, a tutti gli effetti, nei confronti dei candidati.

3) I candidati sono tenuti a presentarsi nei giorni e negli orari indicati nel calendario muniti di un

valido documento di riconoscimento. Diversamente non sarà possibile effettuare il colloquio.

4) Il candidato che pur avendo presentato la domanda non si presenta nei giorni stabiliti è escluso

dal concorso per non aver completato la relativa procedura (note all’art. 5 del bando).

5) I candidati che per causa di forza maggiore sono impossibilitati a sostenere il colloquio nella

data riportata in allegato devono produrre adeguata documentazione da inviare via fax al num.

0165264652, corredata da documento di identità in corso di validità, entro e non oltre 48 ore

dalla data fissata per il colloquio.Non si procederà ad ulteriori comunicazioni.

 

Sotto potete trovare tutte le date e le informazioni necessarie.

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